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Omicidio Vassallo. In manette imprenditori e dirigenti della provincia per appalti truccati

SALERNO – Lavori appaltati e mai eseguiti: una truffa che coinvolge dirigenti della Provincia di Salerno ed alcuni imprenditori è stata scoperta partendo da una denuncia del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, che tra il giugno e il luglio dello scoro anno aveva sollecitato la Provincia a fornire chiarimenti sulla mancata regolarità dell’esecuzione dell’appalto. Vassallo sarebbe poi stato ucciso in circostanze ancora tutta da chiarire nel successivo mese di settembre. I lavori, dunque, sarebbero stato solo un pretesto, fatta eccezione per piccole opere di sbancamento per la realizzazione della strada provinciale 108 che collega il comune di Casalvelino alla frazione Celso del comune di Pollica.

Agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato aggravato e continuato, tentato peculato, falso continuato in atto pubblico e sottrazione di documenti, sono finiti in sei: un dirigente e due funzionari della Provincia di Salerno e tre imprenditori del salernitano. Si tratta del dirigente della Rete unità della Provincia, Angelo Cavaliere, del caposezione del servizio viabilità della Provincia, Gennaro Rizzo, e del dirigente, direttore dei lavori, Franco Cuozzo. I tre imprenditori, tutti della provincia di Salerno sono Eduardo Sale, procuratore dell’Ati, ditta aggiudicataria dell’appalto, del legale rappresentante della ditta sub appaltatrice Paolo Riccelli e Mario Bamonte, legale rappresentate della società che avrebbe emesso false fatturazioni. Tutto merito della denuncia di Vassallo: dopo la sua morte gli inquirenti avevano focalizzato le attenzioni anche su questi episodi ma non hanno dato riscontri e quindi è stata esclusa ogni possibile connessione con il suo assassinio. La Provincia di Salerno, attraverso il presidente della commissione di verifica di trasparenza, sugli appalti aveva sollecitato l’intervento della magistratura.

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria avevano provveduto a sequestrare diverse documentazioni che hanno consentito di fare piena luce sulla truffa, quantificata in 615 mila euro. Questa è la somma di denaro liquidata alle imprese aggiudicatarie dell’appalto, a fronte di semplici opere di sbancamento quantificabili in 150 mila euro. Secondo gli investigatori gli indagati avrebbero tentato di appropriarsi dell’ulteriore somma di 76mila euro a saldo dei lavori. Come sottolinea il procuratore della repubblica di Salerno, Franco Roberti sono stati effettuati numerosi sequestri di beni ai sei finiti stamani ai domiciliari. In particolare al dirigente della Provincia, Franco Cuozzo, sono stati sequestrati due appartamenti, una villa, due terreni, due autovetture di grossa cilindrata e somme di denaro, ancora in via di quantificazione, su oltre venti rapporti di natura finanziaria come libretti di deposito e deposito titoli. Sequestrati anche i conti correnti dei sei indagati.

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