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Telemedicina: giornata di prevenzione a Napoli con TELESAL

NAPOLI – La telemedicina come ausilio alla prevenzione. A Napoli, il 22 e 23 marzo scorsi, ancora una volta il ‘Progetto Pilota di Telemedicina ‘TELESAL’’, il sistema per i servizi di assistenza medica a distanza che sfrutta la tecnologia satellitare, ha dato ‘sfoggio’ della sua utilità.

Nel piazzale della sede RAI di via Marconi a Napoli l’ambulatorio mobile TELESAL, allestito in un camper, è stato messo gratuitamente a disposizione delle donne lavoratrici RAI per una due giorni dedicata allo screening mammografico. Ancora una volta, dopo i precedenti appuntamenti, lo scopo era fare prevenzione. Il progetto infatti, punta ad impiegare tecnologie di telecomunicazioni satellitari per migliorare o rendere possibili applicazioni e servizi di tele-medicina. Lo scopo è quello di ridurre i tempi ‘morti’ che in genere si intervallano una volta riscontrato un problema medico in un paziente. Finora questo intervallo, tra controllo paziente e inizio della terapia, è enorme. Un fatto questo, da ritenersi grave se si considera che in molti casi il non intervenire in tempo, può pregiudicare la qualità dell’intervento medico sulla paziente oltre il buon fine della terapia. Inoltre, tutto ciò riduce anche l’efficacia delle prestazioni sanitarie che a sua volta genera malessere e malumori tra i cittadini. 

 

Si tratta quindi anche di una sorte di intervento per cercare di ridurre i costi della Spesa Sanitaria Nazionale. Per cui si potrebbe affermare che tale progetto ha importanti ritorni sociali ed economici. Inoltre, pone l’Italia, rispetto ad altri Paesi europei, in una posizione di leadership nella diffusione dell’uso delle tecnologie di telemedicina. Dopo ogni esame diagnostico, grazie alla comunicazione satellitare di cui la tecnologia TELESAL può disporre tramite satellite ‘Global Star’, le immagini sono state inviate, tramite un ponte con un centro telematico, al Policlinico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli. Qui un medico radiologo, sulla base dei dati che gli sono pervenuti, ha formulato una relazione clinica, che poi ha reinviato all’ambulatorio mobile. Tempi di refertazione: 10-15 minuti. La refertazione è a cura del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia diretto da Marco Salvatore e si avvale della collaborazione clinica dell’Area Funzionale di Terapie Oncologiche Speciali, il cui responsabile è Sabino de Placido. Il progetto, che dopo una prima fase di progettazione, nel 2006, è partito con la sperimentazione sul territorio nazionale all’inizio del 2009, è stato sviluppato congiuntamente da ASI, Agenzia Spaziale Italiana, e Ministero della Salute.

 

Un lavoro che si è avvalso della collaborazione di un team di Aziende italiane, Università, Istituti di Ricerca ed Enti pubblici. Kell srl, Space Engineering, TelBios, D’Appolonia, Techsema I.T.S., Eurosoft che hanno fornito prodotti tecnologici ed applicativi sviluppati in funzione delle esigenze e dei requisiti operativi idonee per la sperimentazione del progetto. Policlinico Tor Vergata, Università Tor Vergata Dip. Ing Elettronica e Dip. di Neuroscienze, Università ‘La Sapienza’ Dipartimenti: Chimica, Istologia ed Embriologia, Biotecnologie Cellulari ed Ematologi, Università di Perugia, Università di Napoli Federico II Dip Endocrinologia ed Oncologia Molecolare. Fondazione ‘Santa Lucia’ CIRM, l’Istituto Clinico Humanitas. Regione Toscana, Regione Lombardia, Regione Campania, Regione Liguria, Regione Puglia, Regione Basilicata, Regione Umbria, Regione Molise. Compagnia di navigazione Costa Crociere che ha permesso alla TELESAL di essere presente anche sulle navi da crociera. Grazie al satellite, che da la possibilità di fare e trasmettere, in tempo reale, elettrocardiogrammi e teleconsulti, ed una collaborazione con l’ospedale Galliera di Genova, si sta fornendo ai croceristi un ulteriore ed utilissimo servizio di sicurezza medica. La sperimentazione è partita a bordo della nave ‘Concordia’. Il programma è guidato dalla Kell s.r.l.. Si tratta di un  progetto a contratto di ricerca e sviluppo e per il quale sono stati stanziati complessivamente circa 15 milioni di euro. I fondi sono stati reperiti grazie a donatori quali: ASI, 10 milioni di euro, 2.800.000 euro dal Ministero della Salute, 2.000.000 euro dalla Regione Toscana, 50.000 euro dalla Regione Campania, e 150.000 euro dall’Istituto Clinico Humanitas. La partecipazione dell’Università Federico II di Napoli è invece stata duplice. La facoltà federiciana ha contribuito al progetto sia nelle vesti di cofinanziatore, con 650.000 euro, sia come promotore della sperimentazione per lo screening mammografico.

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