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Processo breve. Telecamere a Lampedusa e maggioranza all’opera per salvare B.

Sfruttando il momento mediaticamente favorevole i parlamentari del Pdl hanno riproposto la discussione sul processo breve. L’obiettivo è togliere il Cavaliere dalle sabbie mobili nel quale è finito, impedendo che vengano celebrati i processi che lo vedono imputato

ROMA – Avanti con il processo breve, c’è un premier da salvare. Se volessimo paragonare il dibattito parlamentare italiano ad un film d’avventura, potremmo usare questa espressione come motto dei prodighi onorevoli della maggioranza, che, approfittando della visita a Lampedusa di Berlusconi e del conseguente clamore mediatico, hanno operato un vero e proprio blitz ai lavori della Camera dei Deputati. I membri della maggioranza hanno chiesto ed ottenuto l’inversione dei punti all’ordine del giorno, sospendendo la discussione su una legge comunitaria, per dare la priorità al processo breve. Avanti con la norma salva – Berlusconi, dunque, in barba alle dichiarazioni rilasciate da Alfano dopo il colloquio con il Presidente della Repubblica per la ricerca del dialogo tra tutte le forze in parlamento.

L’obiettivo del processo breve
Questo provvedimento è, forse più di ogni altro, palesemente rivolto a salvare il Presidente del Consiglio dal giudizio dei magistrati. In particolare la norma prevede che il processo si estingue se non si raggiunge il pronunciamento dei giudici:
– nel caso di reati commessi prima del maggio 2006 (quindi oggetto di indulto) con pene inferiori a 10 anni, entro 3 anni dall’esercizio dell’azione penale da parte del pm, entro 2 anni per l’appello ed entro 1 anno e sei mesi per il giudizio della Cassazione;
– in caso di reati commessi dopo il maggio 2006 e con pene inferiori a 10 anni, dopo 2 anni per ogni grado di giudizio;
–  in caso di reati più gravi, entro 4 anni per il primo grado, 2 anni per l’appello ed un anno e sei mesi per la Cassazione;
– in caso di reati per mafia e terrorismo entro 5 anni per il primo grado, 3 anni per l’appello e 2 anni per la Cassazione.
È possibile che il giudice possa decidere di aumentare fino ad un terzo i termini temporali, purché  il processo sia particolarmente complesso o con un alto numero di imputati.

La norma transitoria salva – Berlusconi
Nel testo, già approvato al Senato, è inserita una norma transitoria che, come dichiarato dalla maggioranza, doveva essere stata cancellata, ma che, a tutt’oggi, è ancora presente nel provvedimento. Si dice che nei processi non giunti ad alcuna sentenza ma già in corso e relativi a reati indultati o indultabili con pene inferiori a 10 anni, per gli imputati incensurati la prescrizione scatta dopo due anni di processo di primo grado. In pratica, chi conosce i processi che riguardano Berlusconi capisce come questa norma sia ad hoc per la situazione del Presidente del Consiglio, che, anche se è difficile crederlo, è incensurato. Il problema, che però non importa a nessuno, è che questo provvedimento renderà liberi tante persone in attesa di giudizio, alcune delle quali colpevoli. E le vittime di quei reati dovrebbero rallegrarsi per l’impunità di Berlusconi?

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