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Presidio a Montecitorio. “Io, ex partigiana dico basta con questo governo”

ROMA – «Basta con questo Governo, basta con le leggi ‘ad personam’. Devono andarsene e io manifesto per questo, l’ho sempre fatto. Ma le monetine e gli insulti no. Non sono d’accordo». Luciana Romoli, romana, classe 1930, è una ex partigiana, comunista ed antifascista da sempre. Ad 8 anni è stata espulsa da tutte le scuole del Regno perchè aveva difeso una sua compagna ebrea – Debora – dai soprusi delle leggi razziali e, da allora, si è sempre «battuta per la libertà, che è come l’aria: se ci viene tolta affoghiamo nel mare dell’ingiustizia». Ieri – insieme a suo marito Giampaolo, medico – era a Montecitorio, a protestare davanti alla Camera. C’è la sua foto sui giornali, tra due carabinieri. Ha il tricolore avvolto in vita. All’ANSA spiega com’è andata. «Verso le 15.30 abbiamo ricevuto un messaggino, come in altre occasioni, per altre manifestazioni. C’era scritto: ‘Presidio permanente del Pd Roma a Montecitorio per difendere la democrazia contro la proposta di legge sul processo breve. Partecipate con bandiere e striscionì. L’appuntamento era per le 18, ma siamo arrivati tardi, l’autobus non passava. Lì, però, non c’eravamo solo noi del Pd: c’erano militanti dell’Idv, del Popolo viola». «È incredibile – continua Luciana – come siamo riusciti ad arrivare quasi fino al portone di Montecitorio senza che nessuno ci fermasse. Solo un cordone di carabinieri, a pochi metri, ci impediva di andare oltre. Ma erano gentili. Ad uno ho chiesto di chiamarmi l’onorevole Gasbarra, che era lì e che conosco, e lui cortesemente l’ha fatto. Abbiamo sentito parlare Bersani ed altri compagni, tutto si è svolto pacificamente».

Le monetine e gli insulti c’erano già stati e a Luciana e Giampaolo non sono piaciuti per niente. «La violenza non è mai stata nelle mie corde», dice Luciana Romoli, che ricorda come fosse adesso «la pioggia di bombe caduta su Roma, le migliaia di morti», la sua attività di «staffetta partigiana delle Brigate Garibaldi», l’uccisione di «tanti amici e compagni». Di tutto questo parla nelle conferenze che tiene in diverse scuole romane, dove agli alunni spiega il valore della Memoria «per intendere meglio il presente e il futuro». Un presente, secondo le sue idee politiche di militante di sinistra, dal Pci al Pd, caratterizzato «da una profonda crisi che minaccia le Istituzioni democratiche». Per questo lei protesta, va «a tutte le manifestazioni» e ieri è andata anche a Montecitorio perchè «non possiamo permettere che vengano fatte leggi ‘ad personam’ come quella sul processo breve. Non è giusto. Ma gli insulti e le monetine no, perchè c’è modo e modo di protestare». Luciana canta ‘Bella ciao’, ma non inveisce contro nessuno. E ieri? «di sicuro non sono stati i compagni».

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