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Napoli. Raccolte 200 tonnellate di rifiuti, ma il problema rimane

NAPOLI – A Napoli la quantità di rifiuti giacenti per le strade ammonta a 1.650 tonnellate. Circa 200 tonnellate in meno rispetto alla giornata di ieri grazie al conferimento negli stir di Santa Maria Capua Vetere e di Caivano.

Da Palazzo San Giacomo l’assessore all’Igiene Giacomelli fa sapere: sono state raccolte 1.356 t conferite nella discarica di Chiaiano (155 t) e negli impianti Stir di Caivano (407 t), Giugliano (369), Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano (304) e Pianodardine in Irpinia (121). La questione dei rifiuti in Campania è complicata, da un lato il ricorso alle discariche è diventato impopolare e inaccettabile; la stessa Chiaiano è stata oggetto di proteste, inchieste e verifiche sulla presenza di percolato. Dall’altro lato la politica regionale puntando tutto sulla realizzazione di  termovalorizzatori sembra non trovare altre vie di uscita. In più c’è la difficoltà dei Comuni di avviare una vera e propria raccolta differenziata. Un mix esplosivo che rischia di accendere gli animi di un territorio già al collasso coi problemi di disoccupazione e di delinquenza.

Secondo quanto stimato dall’Asìa nel week end ci saranno oltre 3mila tonnellate di rifiuti in strada. E col caldo degli ultimi giorni il problema potrebbe diventare anche sanitario. Preoccupato è lo stesso assessore Giacomelli: “Il sistema impiantistico non è stato in grado di garantire il conferimento delle quantità di rifiuti prodotti”. E aggiunge: “l’assoluta necessità di individuare al più presto, da parte delle autorità preposte, cioè Provincia e Regione, gli impianti che garantiscano a Napoli e a tutta la provincia di smaltire i rifiuti prodotti ogni giorno”. Intanto nella notte sono state molte le chiamate ai vigili del fuoco per spegnere incendi di immondizia e cassonetti. La situazione più critica riguarda le periferie. A Secondigliano i fuochi sono stati appiccati in diverse parti della periferia con naturale paura degli abitanti, stressati da puzza e sporcizia. A Fuorigrotta invece ci sono stati alcuni blocchi dei cittadini per chiedere l’immediata rimozione della spazzatura.

La speranza adesso è che si sblocchino i 150milioni di euro provenienti dalla Ue; al momento il Piano Rifiuti regionale è in valutazione. Janez Potocnik, commissario europeo all’Ambiente ha  dichiarato : “Dobbiamo essere sicuri che il programma italiano è credibile e che sarà gestito in modo corretto. Altrimenti dovremo rivolgerci di nuovo alla Corte europea per il secondo ricorso, e la Corte di giustizia potrà decidere sanzioni e perfino pagamenti quotidiani. Dobbiamo essere sicuri di poterci fidare”. Ciò che crea tensione è il punto relativo alla costruzione dei termovalorizzatori, che saliranno a quattro. Contraria Legambiente: “Affrontare il problema della gestione del ciclo dei rifiuti dalla coda – e cioè cominciando da inceneritori e discariche – invece che dalla testa – e cioè dalla riduzione, dalla raccolta differenziata e dal riciclaggio – è esattamente quello che è accaduto in Campania e che è all’origine di quel disastro ecologico, economico e sociale che è sotto gli occhi di tutti”.

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