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L’Inter e il derby delle illusioni

MILANO – La distanza si è vista quando il coach milanista, Allegri, incitava la squadra a “far male” agli avversari. E il Milan ieri sera ha davvero fatto male ai nerazzurri. Una vittoria crudele, quasi spietata. Mentre il centrocampo senza idee di Leonardo stentava ad avanzare ed Eto’o sbagliava il gol più incredibile della sua carriera, il furetto Pato si incuneava nella retroguardia, sfuggendo a qualsiasi laccio e scuotendo la rete di Julio Cesar.

Un derby della Madonnina come forse mai ce ne sono stati, per chiarezza e nettezza. Un Milan forbito ma essenziale, ficcante ma morbido nel possesso palla, spietato ma ingentilito dal primato indiscusso. Un pressing asfissiante, un raddoppio delle marcature perfetto, una sapienza nello sfruttare ogni centimetro dell’erba di San Siro, una perfetta distanza fra i reparti. Mentre a Palermo, quindici giorni fa, era parso abulico e rinunciatario, ieri sera la squadra di Allegri era galvanizzata, raggiante.

A farne le spese un’Inter, come spesso avviene, pazza e inconsistente. Rimasta in 10 per l’espulsione di Chivu, Leonardo ha mostrato tutti i suoi limiti nel non sapere infondere nei suoi il furore agonistico di Mourinho. Se ci fosse stato il portoghese (che, proprio ieri sera, ha perso in casa con il suo Real Madrid), avrebbe infuso nei giocatori il suo spirito guerriero, con gli attaccanti a recuperare palla fin dentro la propria area. L’Inter in 10 di Mou era altra cosa: si esaltava nella sua inferiorità numerica, giocatori come Stankovic si calavano l’elmo sugli occhi e andavano ad assaltare la difesa avversaria rischiando i polpacci. La gentilezza di Leonardo ieri sera ha reso imbelle la squadra, soffice, come un cornetto appena sfornato. Ma soprattutto spaesata, come un navigatore satellitare senza più software, un turista occidentale sperso nella foresta amazzonica. Anche i colori della sua maglia, a poco a poco, si sono infittiti. L’azzurro è scomparso ed è rimasto soltanto il nero. Il buio.

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