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Ruby. Passa il conflitto d’attribuzione per salvare Berlusconi. L’opposizione in piazza

ROMA – Con 314 voti a favore e 302 contrari passa alla Camera il conflitto di attribuzione sul caso Rubygate.

Ora spetterà alla Corte costituzionale pronunciarsi sulla competenza del tribunale dei Ministri per il processo che vede coinvolto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusato di concussione e di prostituzione minorile, sottraendolo a quella dell’autorità giudiziaria di Milano. Insomma la Camera per 12 voti ha approvato la proposta affinché Berlusconi sia giudicato dal tribunale dei ministri e non da quello di Milano. Tuttavia lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni continua ad essere incandescente e il risultato della votazione non fa altro che accrescere la tensione.

Dario Franceschini, capogruppo del Pd, definisce questo provvedimento un’altra pagina davvero vergognosa. “E’ straordinario vedere i banchi del governo così pieni – ha aggiunto – e un ministro degli Esteri che, in piena crisi internazionale, passa le sue giornate a votare in Aula processi verbali e oggi il conflitto di attribuzione”. “I 330 voti Berlusconi se li è sognati. Non c’era la registrazione del voto, ma visto che noi dell’opposizione eravamo 312 e ci sono stati 12 voti di scarto, loro erano 314”, ha spiegato. Dunque, ha insistito il capogruppo Pd alla Camera, “quello di 330 deputati è un miraggio che il premier pensa di raggiungere ma, come tutti i miraggi, si allontana”.
Ma c’è anche da aggiungere che  i ministri parlamentari, hanno fatto una bella differenza. Se non fossero stati presenti forse il conflitto non sarebbe neppure passato. Invece, oggi la maggioranza era al gran completo. Anzi, a dirla tutta mancava solo il diretto interessato, Silvio Berlusconi, la cui poltrona è stata occupata dalla fedele  Michela Vittoria Brambilla.

Durissima la critica avanzata anche da Antonio Di Pietro che parla di una giornata di ordinaria follia: “Chi crede che la signora Ruby Rubacuori sia la nipote di Mubarak?”, dice il presidente dell’Idv. Il mondo brucia,  l’Italia è in guerra  in Libia,  ma il Parlamento italiano è qui riunito solo per occuparsi delle vicende giudiziarie del presidente del Consiglio . La maggioranza è “asservita al padrone”. Di Pietro non risparmia nemmeno critiche verso le fila dell’opposizione, dove  “c’è stata qualche persona che era presente nell’aula della Camera, ma al momento del voto gli ha fatto male il ditino”.

Intanto da questa mattina  piazza Montecitorio si è gremita di moltissime persone che hanno manifestato  contro le leggi ad personam, intonando l’inno nazionale e mostrando una maxi bandiera tricolore. I manifestanti hanno intonato l’inno di mameli, ma hanno anche cantato Bella Ciao, quasi a voler ricordare l’ardua resistenza della coscienza collettiva sugli interessi individuali.
Alla manifestazione organizzata dal Popolo Viola hanno partecipato anche   l’Idv,   Rifondazione Comunista,  Sinistra e Libertà e anche u Futuro e Libertà. Il Pd, invece,  ha deciso di organizzare una propria manifestazione al Pantheon, a partire dalle ore 18, alla quale prende parte il segretario Pier Luigi Bersani.

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