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Alla ricerca di Monna Lisa

FIRENZE – Il Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali ha presentato alla stampa un progetto di ricerca nell’ex convento di Sant’Orsola.

Dal prossimo 27 aprile 2011 il complesso di Sant’Orsola, situato nel cuore di Firenze, diventerà teatro di una ricerca molto particolare. Grazie all’impegno del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali, presieduto Silvano Vinceti, sarà possibile capire se nell’ex convento vi siano i resti di Monna Lisa Gherardini, la celebre “Monna Lisa” resa immortale nell’omonima, e celebre, tela di Leonardo da Vinci. Come indicano i documenti recentemente scoperti dallo storico Giuseppe Pallanti, nell’archivio delle Basilica di San Lorenzo, a due passi dal convento, i resti di Lisa Gherardini potrebbero infatti trovarsi all’interno del terreno su cui sorge l’ex convento. Qualora questa ricerca avesse esito positivo, cioè portasse alla scoperta di sepolture contenenti resti umani potenzialmente attribuibili a Monna Lisa, si potrà, ricavare il DNA e, con le tecniche attuali, ricostruire l’aspetto fisico, forse la stessa immagine, e così dare un contributo importante per stabilire se fu davvero lei la modella della Gioconda esposta al Louvre. Non solo, l’indagine potrà smentire l’ipotesi di un giornalista inglese uscita su un quotidiano on line di Liverpool secondo cui la sepoltura di Lisa Gherardini potrebbe esser stata scavato e gettata in discarica negli anni `80, dopo la ristrutturazione dell’ex convento.

(Nota storica tratta da wikipedia.it) La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di pioppo (77×53 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1503-1514 circa e conservata nel Museo del Louvre di Parigi. Opera emblematica ed enigmatica, si tratta sicuramente del ritratto più celebre del mondo, nonché di una delle opere d’arte più note in assoluto, oggetto di infiniti omaggi, tributi, ma anche parodie e sberleffi. Il sorriso impercettibile della Gioconda, col suo alone di mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, di letteratura, di opere di immaginazione, di studi anche psicanalitici. Sfuggente, ironica e sensuale, la Monna Lisa è stata di volta in volta amata, idolatrata, ma anche derisa o aggredita.

Vera e propria icona della pittura, è vista ogni giorno da migliaia di persone, tanto che nella grande sala in cui è esposta un cordone deve tenere a notevole distanza i visitatori: nella lunga storia del dipinto non sono mancati i tentativi di vandalismo, nonché un furto rocambolesco che in un certo senso ne ha alimentato la leggenda. L’opera rappresenta tradizionalmente Lisa Gherardini, cioè “Monna” Lisa (un diminutivo di “Madonna” che oggi avrebbe lo stesso significato di “Signora”), moglie di Francesco del Giocondo (quindi la “Gioconda”). Leonardo dopotutto, in quel periodo del suo terzo soggiorno fiorentino, abitava nelle case accanto a Palazzo Gondi (oggi distrutte) a pochi passi da piazza della Signoria, che erano proprio di un ramo della famiglia Gherardini

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