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Giornali tunisini su accordo con Italia: Berlusconi beffato con un colpo da maestro

Il premier Beji Caid Essebsi si è preso gioco del governo italiano e ne ha ribaltato le richieste a suo enorme vantaggio. In Tunisia, è questo il parere dei giornali sull’accordo siglato tra i due paesi.

 

 

In particolare, Espace Manager ha definito un “colpo da maestro” il modo con cui il primo ministro ha girato la ‘frittata’ italiana. Berlusconi chiedeva di rimpatriare i clandestini; Beji Caid Essebsi non solo gli ha risposto “no”, ma si è fatto anche pagare bene, in termini di soldi e mezzi, questo no. L’accordo finale prevede che l’Italia consegni permessi di soggiorno ai clandestini, affinché questi possano circolare liberamente nei paesi dell’area Schengen. Ciò significa: niente rimpatri. “Fora dai ball” era la soluzione voluta dal ministro dell’Interno Maroni e dalla Lega. Niente spettacolari rientri in patria di migliaia di tunisini accalcati sui ponti dei traghetti era il desiderio di Beji Caid Essebsi. Dato l’esito dei due giorni di trattative, la battaglia diplomatica l’ha vinta il fragile governo tunisino.

 

A dire il vero, la notizia di questa battaglia è quasi omessa dalla maggior parte dei media tunisini, che evidentemente non le danno importanza come quelli nostrani. Tuttavia, i pochi giornali che ne parlano esaltano l’operato del governo, e sottolineano altri aspetti della questione. Premesso che nemmeno gli organi di stampa tunisini siano esenti da propagandismo filo governativo, le critiche che muovono all’azione diplomatica italiana sono interessanti. La Tunisia sta ora vivendo una situazione difficile e il suo governo è debole: non si può pretendere che possa mantenere in questo momento e con facilità il controllo delle coste. E nemmeno si può pretendere che tale controllo lo ‘voglia’ fare: non solo prosciugherebbe soldi e mezzi, ma si correrebbe il rischio di creare malcontento nel popolo tunisino. E questo sarebbe ora un errore politico.

 

Altra critica che i giornali tunisini muovono alla delegazione italiana: è vero, Lampedusa, 5000 abitanti, è stata ‘invasa’ da 20.000 migranti. Numero elevato, certo, ma pur sempre gestibile, se diluito in maniera organizzata lungo tutta la penisola. E a sottolineare come il numero ‘20.000’ risulti grande solo se rapportato al numero di lampedusani, si cita l’analisi compiuta il 31 marzo dall’ACNUR, l’Agenzia dell’ONU per i rifugiati: dall’inizio della guerra (poco pià di un mese fa), 423mila persone sono fuggite dalle Libia. Di queste, 200mila sono arrivate in Tunisia e 160mila in Egitto. I numeri che lamenta l’Italia appaiono quindi come un segno di vittimismo fuori luogo. Inoltre, mostra il disinteresse del governo Berlusconi verso la ben più difficile situazione tunisina. Non solo l’Italia egoisticamente non dà una mano, ma addirittura cerca di renderla ancora più critica. Questa mancanza di solidarietà dà alla stampa tunisina una ragione in più per celebrare il “colpo da maestro” di Beji Caid Essebsi.

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