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“Rasputin”: film ipnotico che decifra il mistero. La recensione

ROMA – Taumaturgo, indovino, sciamano, demonio, santo. È stato definito nei più svariati modi, senza mai riuscirlo a comprendere del tutto. Rasputin, l’oscuro contadino divenuto il più influente consigliere alla corte dell’ultimo zar, è stato e rimane un mistero che in molti hanno provato a decifrare.

Tra questi Louis Nero che nel suo ultimo film da oggi nelle sale ci dà un’inedita interpretazione, intrigante e avvincente.
Partendo dalla sua morte, travagliata come la sua vita, il giovane regista torinese ripercorre la sua esistenza in una visione del tutto nuova: Rasputin non è più il perverso stregone consegnatoci dalla storia, ma un uomo umile assetato di verità e spinto da un forte impulso di redenzione. Quel 19 dicembre del 1916, in cui il taumaturgo cade vittima di un complotto di corte, ancora oggi al centro di un dibattito storico, è il punto di partenza di una vita mai iniziata e mai finita, una vera e propria lotta carnale che si fa martirio.
Il suo è un percorso iniziatico, un processo catartico di liberazione dalle passioni attraverso le stesse passioni. Tutta la sua vita, che nel film appare un eterno presente, si dispiega tra sete di conoscenza, misticismo, potere, peccato, come nella più genuina esperienza sensoriale di un viaggio agli inferi. Rasputin uomo debole ma tenace, che non smette di cercare e che a 33 anni cambia il nome in Novyj per diventare un “uomo nuovo”: è questo il personaggio che Nero ha voluto rappresentare e riproporre alla nostra attenzione.

La scelta narrativa del film è audace e innovativa: non un classico docufilm, ma un viaggio introspettivo coinvolgente. È lo stesso Rasputin, interpretato da Francesco Cabras, a indurci in uno stato ipnotico fin dall’inizio del racconto, mentre la voce narrante, affidata a Franco Nero, ci conduce sulle orme del protagonista. Da lì un susseguirsi di quadri dalle tinte fosche e accese, che rendono l’opera un “film pittorico”, come l’ha definito l’autore, in cui l’immagine è parte integrante del racconto. “Ho voluto fare una sorta di omaggio all’antica tradizione delle icone russe – ha spiegato Nero – inserendo una forte parte estetica in parallelo alla narrazione”.
Le scene appaiono come set di videogiochi, in cui i personaggi si muovono assieme alla mente dello spettatore “ipnotizzato” da Rasputin, con tanto di riquadri inseriti ai margini e corredati di spiegazioni. In una San Pietroburgo di inizio Novecento, tra orge, intrighi, vizi, occultismo e religiosità, che proietta l’azione nei gironi del vizio e della decadenza. Le figure e le voci come fantasmi ed echi: sono le nostre passioni, eternamente umane, senza le quali, direbbe Rasputin, non vi è redenzione.

Rasputin
Titolo originale:
Rasputin

Nazione:
Italia

Anno:
2010

Genere:
Thriller

Durata:
85′

Regia:
Louis Nero

Sito ufficiale:
www.altrofilm.it/rasputin

Cast:
Francesco Cabras, Daniele Savoca, Franco Nero, Marco Sabatino, Luciano Rosso, Attilio Cottura, Valerio Portale, Diana Dell’Erba

Produzione:
L’Altrofilm

Distribuzione:
L’Altrofilm

Data di uscita:
08 Aprile 2011 (cinema)

 

Trailer

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