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Salvate il soldato Bradley Manning, la talpa di Wikileaks. La petizione

ROMA – “Salvate il soldato Bradley Manning”. Non vi preoccupate non è il titolo del nuovo film di Spielberg, magari lo fosse,  bensì l’invito a firmare la petizione lanciata da Avaaz.org a favore di questo giovane militare di appena 23 anni, rinchiuso dallo scorso luglio nel carcere militare di massima sicurezza in Virginia in condizioni disumane.

Bradley, qualcuno si ricorderà il suo nome, è il militare che passò i documenti riservati a Julian Assange, il quale a sua volta li diffuse attraverso il sito di Wikileaks. Tra questi anche il noto video in cui venne ripresa la sequenza di un’azione militare ai danni di innocenti civili iracheni. Immagini che fecero il giro del mondo, creando l’indignazione generale e un serio imbarazzo al governo statunitense.  Bradley non è un terrorista, e non voleva architettare un piano eversivo contro il suo governo, ma pensava semplicemente che il mondo avrebbe dovuto sapere la verità. Ed ora  questa verità si è trasformata nel suo peggiore incubo. Bradley è sottoposto a isolamento per 24 ore al giorno, è costretto a subire  brutali torture psicologiche, tant’è che  si teme  che  la sua integrità psicologica sia stata già seriamente compromessa.

 

Chi è riuscito a visitarlo ha riferito che il giovane trascorre praticamente tutto il giorno  al buio della sua cella indossando solo dei pantaloncini corti e diventato volutamente oggetto di scherno anche da parte delle guardie carcerarie. Insomma un trattamento molto simile a quello denunciato a Guantanamo, diventato il simbolo della vergogna americana. Altro che diritti umani, perchè per ora Bradley non ha ricevuto un processo equo e non è stata formulata nessuna condanna nei suoi confronti. Eppure la Costituzione americana vieta tassativamente la tortura e le punizione cruente, come la convenzione internazionale siglata anche dagli Stati Uniti, dove si fa solenne promessa di trattare tutti i prigionieri  con umanità e con rispetto per la dignità della persona umana. Sembra vero. Esistono 16 relazioni di medici militari che hanno avanzato forti preoccupazioni per la salute mentale di Bradley, nel tentativo venga rimosso da questa condizione. Ma per ora nulla è cambiato. Gli Usa, mantenendo in carcere Bradley, pensano di provocare ulteriori pressioni sulla stessa organizzazione di Wikileaks e nel contempo la durissima punizione inflitta al giovane soldato è usata come deterrente per evitare altre fughe di notizie. Insomma ne punisco uno per educarne cento. E’ questa la logica del governo statunitense. Tuttavia questa situazione stanno facendo aprire gli occhi a molti cittadini, m dei quali hanno già firmato un’importante petizione, nella quale si chiede al Presidente Barack Obama, alla segretaria di Stato Hillary Clinton e al segretario  della Difesa Robert Gates di mettere immediatamente fine alle torture e all’isolamento carcerario a cui è sottoposto Bradley.

Firma la petzione

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