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La Chiesa protegge il Vescovo di Bruges accusato di pedofilia

ROMA – Se non vi fosse la rete che diffonde ciò che accade realmente nel mondo con i suoi mezzi, – giornali web come Dazebao News, Face Book, Twitter, Blogs, WikiLeaks   ecc., –  la storia che stiamo vivendo cambierebbe sostanzialmente il suo percorso: le rivolte del Nord Africa sono lì a dimostrarlo.

È inutile ripetere che la rete può anche veicolare falsità, anche se certamente non ad un livello così aberrante come le televisioni di tipo berlusconide, i giornali a larga tiratura, e i ‘grandi’ giornalisti sempre molto solerti nell’autocensurarsi.

Un discorso a parte poi andrebbe fatto non tanto sulle palesi falsità giornalistiche a cui ci stiamo abituando in questo ventennio berlusconiano, che ha declassato la verità al ruolo di Cenerentola, ma sul ‘non detto’, sulle mezze verità, sul ‘ciò che non appare non esiste’. In poche parole su una falsità vestita da grandi sarti per farla apparire più accettabile anche da chi, in un primo momento, arriccia un po’ il naso.
Per fortuna che il mondo del web, finora, ed è bene sottolineare ‘finora’, rende possibile il diffondersi di notizie e di accadimenti che altrimenti giacerebbero esamini, come mai accaduti.
Forse ora il lavoro vero del giornalista che vuole onestamente fare il suo lavoro, è la ricerca della verità più vera attraverso le notizie che vagano nell’etere, sapendo indagare questo mondo immenso con un proprio sguardo critico che sappia separare l’umano dal disumano.
E noi navigando in questo mare in tempesta abbiamo incontrato su Face Book un approdo sicuro che ci racconta ciò che succede nella Chiesa cattolica, ma non solo, a proposito di questa tragedia che sta assumendo dimensioni apocalittiche: la pedofilia dei religiosi consacrati.

Il luogo d’incontro dove potete attingere notizie importanti e dialogare con persone che hanno fatto lunghe ricerche in questo campo si chiama “Chiesa e Pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano da loro.”
Ieri dopo aver visto una notizia pubblicata negli spazi di questo gruppo di ricerca, abbiamo fatto, come va sempre fatto, la nostra verifica, e sulle agenzie di stampa abbiamo trovato questo gravissimo ennesimo caso di pedofilia che vede come attore principale il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, dimessosi un anno fa dopo aver confessato di avere abusato sessualmente di suo nipote.
La Congregazione per la dottrina della fede, ex santo Uffizio, cioè la vecchia Santa Inquisizione, ha annunciato ieri di aver disposto per lui un periodo di “trattamento spirituale e psicologico” in luogo al di fuori dei confini del Belgio. “Non ho detto e non dirò dove si trova ora. – ha affermato fermamente mons. Berloco,  il nunzio vaticano –  È chiaro che in questi ultimi mesi l’ho visto e ho avuto dei contatti con lui”. In nunziatura? gli è stato chiesto: “Non sono tenuto a rispondere”, ha risposto sgarbatamente ai giornalisti l’ambasciatore dello Stato vaticano in Belgio.

È molto probabile che il  vescovo pedofilo si sia recato anche recentemente in nunziatura per le formalità legate alle decisioni della Congregazione, ma, così asserisce il diplomatico del vaticano, non c’è stata alcuna richiesta di asilo. “Questo è falso – ha sostenuto un po’ rabbiosamente il nunzio – Ho tenuto i contatti con lui, inevitabilmente, e l’ho visto,  ma non è corretta ed è per certi versi ridicola la formula tecnica di una richiesta di asilo. Perchè Vangheluwe non è un fuggitivo. In questi mesi, dopo le dimissioni Vangheluwe si è spostato in diverse sedi, in alcune occasioni anche fuori dal Belgio. Anche in questo caso non dirò dove per non mettere in difficoltà chi lo ha ospitato. Di fatto è un cittadino libero”.

Tutto questo dimostra come la tragedia della pedofilia nella Chiesa cattolica non sia avvertita come tale dai responsabili del vaticano,  i quali fanno di tutto per proteggere i responsabili dei crimini di pedofilia. Lo si sente nelle parole di questo mons. Berloco che cerca in tutti i modi di coprire il suo collega preoccupandosi tutt’al più di “non mettere in difficoltà chi lo ha ospitato” e di chiarire che il criminale pedofilo “è un cittadino libero” e che “non è un fuggitivo”.
Praticamente quest’uomo che se non fosse stato scoperto avrebbe anche potuto divenire papa viene descritto, dal nunzio vaticano, come un galantuomo che al più ha peccato contro il suo dio. Tutto ciò dovrebbe fare inorridire qualsiasi individuo che si definisca ancora umano.

Questo è il link del gruppo che su facebook fa un grande lavoro di ricerca e di informazione sulla pedofilia nelle chiese cristiane.

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