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Belpietro. Per i magistrati non subì nessun attentato

MILANO –  E’  ragionevolmente  escluso che il direttore di Libero, Maurizio Belpietro sia stato vittima di un attentato la sera del 1° ottobre del 2010. E’ quanto sostengono i pm di Milano nella richiesta al gip di archiviazione del procedimento a carico di ignoti per tentato omicidio e per detenzione e porto d’armi.

Gli inquirenti, al termine delle indagini, ritengono che quella sera sulle scale del palazzo dove abita Belpietro c’era qualcuno, ma verosimilmente era un ladro o comunque si trattava di una persona che non voleva mirare direttamente al noto giornalista. Decisive le dichiarazioni dell’uomo della scorta che sparò e dell’autista del giornalista.
Quella sera il direttore stava rincasando verso le 22 , quando il capo della scorta Alessandro Mastore notò un uomo sulle scale tra il quarto e il quinto piano e si insospettì. Secondo quanto denunciato, lo sconosciuto gli puntò la pistola addosso, senza premere il grilletto perché  l’arma presumibilmente si inceppò. L’agente comunque reagì, sparando due colpi in aria e dopo qualche secondo fece fuoco una terza volta, mettendo  in fuga lo sconosciuto. Quest’ultimo venne descritto come una persona alta un metro e ottanta, di corporatura robusta, e di un’età apparente di 40 anni, indossava una camicia molto simile a quella usata dagli agenti della Guardia di finanza e dei pantaloni di una tuta da ginnastica. Dopo essersi messo a correre giù per le scale del palazzo, fece perdere le proprie tracce.

Insomma ora che tutto è finito in un gran polverone tornano in mente le dichiarazioni pronunciate subito dopo l’episodio che vide coinvolto Belpietro. Dichiarazioni che la dicono lunga. C’è chi parlò di un ritorno agli anni anni di piombo, con tanto di commando appostato per eliminare gli avverdsari politici. Chi addirittura puntò il dito contro i seminatori di odio, quelli della sinistra chiaramente, come la Santanchè che parlò di cattivi maestri.

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