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La Fiat ha il 30 per cento di Chrysler ma punta oltre il 51

ROMA – Neanche il tempo di sollevare i calici per festeggiare l’approdo della Fiat alla quota del 30 per cento nel capitale dello storico marchio americano della Chrysler che Marchionne rilancia.

Oggi, ad un incontro con la stampa straniera a Balocco, in provincia di Vercelli, l’uomo col maglioncino ha rilanciato:”Non e’ detto che ci fermiamo al 51%. E’ un business interessante. Ci crediamo”.
L’ascesa al gradino del 30 % di Fiat e’ dovuto al verificarsi del secondo dei tre ‘Performance Events’ definiti in una recente revisione dell’accordo operativo del 10 giugno 2009, consistente nel raggiungimento da parte della casa americana di ricavi cumulativi superiori a 1,5 miliardi di dollari riferibili a vendite effettuate successivamente al 10 giugno 2009 al di fuori dell’area Nafta (Canada, Messico e Stati Uniti), Step che prevedere il rafforzamento della cooperazione commerciale tra Chrysler e Fiat.

La Fiat potra’ quindi salire al 35% di Chrysler, non appena verrà raggiunto il terzo ‘performance event’, che prevede la produzione commerciale negli Stati Uniti di un’autovettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone, pari a circa 17 chilometri per litro.
Un po’ più complesso resta l`obiettivo del 51% di Chrysler, che scatterà non appena saranno rimborsati i prestiti ricevuti dai governi di Stati Uniti e Canada.
Al momento le maggiori quote di partecipazione in Chrysler sono suddivise tra il sindacato dei lavoratori del settore Uaw Veba che detiene il 59,2%; la Fiat al 30%; il Tesoro Usa 8,6% ed il governo canadese al 2,2% .

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