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Un Primo Maggio ‘speciale’: Bertinotti e Bonanni alla beatificazione di Wojtyla

ROMA – Non si sta parlando da vari giorni del significato occulto che un evento come quello della beatificazione di Wojtyla avrà il prossimo 1° Maggio.

Dal silenzio dei giornali su questa stranezza, che snatura il senso profondo di questa festa importante, nata anche per il sangue versato dai lavoratoti, per esempio a Portella della Ginestra, sembra che il problema non esista. Non esiste neppure dal punto di vista logistico visto che Roma quel giorno sarà invasa da circa due milioni e mezzo di persone: un milione a piazza San Giovanni a cantare Bella ciao e un milione e mezzo a cantare litanie e a festeggiare il loro campione morale nel quale a quanto pare si identificano, anche quando vedono la sua immagine spuntare sorridente al balcone della Moneda al fianco del suo amico torturatore ed assassino Pinochet.
Ma forse ce ne dobbiamo fare una ragione, in regime di par condicio si potrà scegliere: il 1° Maggio tutti i buoni e di destra alla beatificazione di Wojtyla in piazza San Pietro, tutti i cattivi e di sinistra alla santificazione del rock satanico e comunista in Piazza san Giovanni. Certamente i cattocomunisti come Vendola saranno dilaniati da questi dubbi spirituali atroci.

Invece per il padrino del Presidente della regione Puglie, vale a dire Fausto Bertinotti, colui che ha posto Vendola a capo della estrema sinistra e che non perde occasione di abbracciarlo pubblicamente con estremo affetto, non esiste nessun dubbio, visto che la sua scelta l’ha fatta senza crearsi troppi problemi.
Infatti, grazie ai cacciatori del web, ieri è apparsa sulla rete un invito de ‘Gli Eventi di Elea’, organismo cattolico in forte odore di Opus Dei, dove viene richiesta la partecipazione ad un evento chiamato “Un primo maggio speciale – Giovanni Paolo II Beatificato nel giorno della festa del lavoro”. Avverte l’invito che a questo incontro, che si svolgerà 20 aprile 2011, presso Palazzo della Cancelleria a Roma,  interverranno: il Card. Renato Raffaele Martino, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio, Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Fausto Bertinotti, Presidente della Fondazione della Camera dei Deputati, Raffaele Bonanni Segretario Generale della CISL. Ci saranno anche dei momenti ludici: in apertura Stelvio Cipriani eseguirà il grandioso tema musicale ‘Tema di Karol’ e al termine sarà presentato il commovente video ‘Un uomo venuto da lontano’ alias il polacco Karol Wojtyla.

Non sappiamo cosa verrà detto in questa cornice beatificante, ma non possiamo fare a meno di stupirci delle presenze di Bertinotti e di Bonanni i quali, anziché difendere l’immagine del 1° Maggio, accettano, con loro presenza in questi luoghi, che il senso di questa manifestazione nata per i lavoratori e sostenuta finora dai sindacati venga completamente snaturata. Per chi non lo sapesse l’Elea è lo storico istituto di formazione (per dirigenti) fondato da Adriano Olivetti e ora acquisito dalla Chiesa tramite i Padri Concezionisti, che ne hanno trasferito la sede nel palazzo vaticano di Via della Conciliazione 3,  “per evidenziare la vicinanza al Successore di Pietro”.
Non vediamo come questa associazione possa aver a che fare con la festa del Primo Maggio. E ci chiediamo perché Bonanni, che ‘pare sia sindacalista’ e soprattutto Bertinotti, figlio di un ferroviere e nato politicamente in seno al sindacato, possano svendere per trenta denari l’immagine gloriosa del 1° Maggio che per noi, che la sentiamo sempre con gli affetti di chi ha sempre lavorato sodo e onestamente, è e deve rimanere intangibile.

Certo c’erano stati dei strani movimenti di ‘ravvedimento’ spirituale in Bertinotti come il suo recarsi piamente sul Monte Ahtos, o come il suo parlare spesso di Paolo di Tarso colui che prima della strana ‘folgorazione’, aveva assistito, non senza compiacimento, alla lapidazione di San Lorenzo; colui che sulle donne la pensava così: “Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo”; colui che pensava che credere ed obbedire fossero sinonimi e che quindi gli schiavi dovevano cieca obbedienza ai loro padroni; colui che è il modello di San Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus dei. E queste cose il ‘colto’ Bertinotti dovrebbe saperlo. Ma a quanto pare non le sa, o finge di non saperle, viste le sue frequentazioni.

Per Bonanni invece non dovremmo neppure stupirci più di tanto, dato che egli è responsabile della mutazione genetica del sindacato in ‘Agenzie’ che sono delle specie di mostri a teste multiple:
– Agenzie assicurative che incamerano il denaro dei dipendenti dei fondi pensione, in base alla normativa del DM Tesoro 21 novembre 1996; (e sappiamo come sono finiti i fondi assicurativi con la crisi del 2008), dove ‘sindacalisti’ trasformati in impiegati assicurativi a caccia di Fondi pensioni, chiamati con un eufemismo ‘previdenza integrativa’ incamerano quel poco denaro rimasto ai lavoratori dipendenti.
– Vere e proprie assicurazioni vita a copertura, già esistente finora, dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività professionale
– Centri per l’impiego. Che offrono quello che viene chiamato “Servizi di Collocamento mirato”,  ma che in realtà sono veri e propri centri di caporalato dove i ‘sindacalisti’ fanno il lavoro sporco  di guardiani degli allevatori di pecore della Confindustria, o se preferite capò di un sistema fondamentalmente nazista, che svende i braccianti per pochi ed insicuri Euro.
Dei tre sindacati, solo la CGL finora ha rifiutato di prestarsi ad un simile abominio.
Siamo veramente curiosi di sapere cosa diranno a questo convegno i ‘difensori di impiegati e operai’, Bertinotti e Bonanni, sul Primo Maggio all’interno di un’istituzione pluto-teocratica che ha sempre lavorato alacremente per lo sfruttamento intensivo dell’uomo sull’uomo.

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