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Plico con bossolo esploso indirizzato all’ufficio di Alemanno al Campidoglio

ROMA – Stamane  in Campidoglio, verso le 13, è stato consegnato  un plico giallo con una lettera e un proiettile agli uffici del Sindaco. La lettera, indirizzata ad Alemanno, sembra sia firmata dai Gap, i gruppi armati patriottici.

Recapitata al palazzo Senatorio, la busta è stata passata al metal detector per i controlli ed è risultato che contenesse qualcosa. Per questo sono stati allarmati gli uffici del sindaco e le forze dell’ordine per l’effettuazione delle dovute analisi. Il sindaco dopo una breve indagine ha confermato dicendo che si trattava di un bossolo esploso accompagnato da un testo ideologicamente confuso ma elaborato.

Collegandosi poi al ritrovamento delle  microspie all’interno degli uffici di Renata Polverini, Gianni Alemanno ha manifestato  la sua preoccupazione per la troppa aggressività in circolo:  “C’è effettivamente una coincidenza un po’ strana”, ha detto. “L’episodio del ritrovamento delle microspie all’interno degli uffici della Polverini è molto inquietante  e anche questo bossolo è un segno brutto: gli episodi possono essere effetti di un clima politico troppo aggressivo e troppo negativo”.

Sia il Sindaco che la Polverini si sentono  bersaglio  di molti attacchi e demonizzazioni da parte  degli “avversari” .  A loro avviso l’istallazione di micro-telecamere e l’invio di un bossolo al Campidoglio è “un lavoro effettuato con una certa cura: bisogna capire cosa c’è dietro, ma certamente mi sembra una cosa da seguire con grande attenzione”.

Immediate le dichiarazioni di solidarietà da parte del mondo politico:
“E’ una vile minaccia che in nessun modo potrà incidere sull’operato del Sindaco e dell’amministrazione di Roma Capitale” ha detto il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo”.

Si è pronunciato anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, per il quale si tratta di “un gesto vile, un brutto episodio, dove irresponsabili che tentano di inquinare e intorbidire la vita politica e amministrativa della Capitale, si nascondono miseramente dietro una sigla”.

La situazione però connessa ai fatti legati alla vicenda Polverini e “l’aggressione” di Belpietro, lascia lo stesso pensare

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