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Legambiente scrive a Berlusconi e Frattini a 25 anni dal disastro di Cernobyl

Legambiente: “Necessarie azioni di sostegno per le popolazioni vittime dell’incidente del  26 aprile 1986”. E nel weekend tante iniziative del Cigno per informare i cittadini sui rischi delle centrali e “liberare l’Italia dal nucleare” col referendum del 12-13 giugno

ROMA – A 25 anni dal disastro di Cernobyl e in pieno incubo Fukushima Legambiente scrive al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro degli Esteri Franco Frattini per manifestare la sua forte preoccupazione in merito alla forte contaminazione che ancora riguarda i territori investiti dalla fuoriuscita delle radiazioni della centrale ucraina e ai problemi sanitari delle popolazioni che vivono nelle aree colpite e sollecitare il governo italiano a farsi promotore “presso i governi bielorusso, ucraino e russo, la Commissione Europea e il resto della comunità internazionale” di azioni di sostegno per le popolazioni vittime del disastro nucleare del  26 aprile 1986.
“Circa 7 milioni di persone sono ancora oggi esposte al rischio contaminazione da isotopi a lungo decadimento e gli effetti ambientali rimangono pressoché immutati da allora” scrive il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza nella sua lettera, che sottolinea l’inadeguatezza delle precauzioni adottate per ridurre l’esposizione ambientale e sanitaria e i gravissimi ritardi del progetto di messa in sicurezza dell’impianto atomico di Cernobyl.

L’associazione chiede al governo di impegnarsi in “una forte azione di pressione per avviare un serrato programma di monitoraggio ambientale al fine di valutare l’esposizione delle popolazioni che negli anni sono tornate nei luoghi colpiti dalle radiazioni. Per intensificare le maglie dei controlli rispetto alla movimentazione nazionale e all’esportazione di prodotti, alimentari e non, che provengono dalle zone contaminate. Per avviare un programma straordinario di reperimento di risorse per aiutare localmente le popolazioni coinvolte dalla tragedia del 1986 e per completare la messa in sicurezza del reattore esploso e del resto della centrale di Cernobyl”.
Oggi e per tutto il fine settimana, Legambiente si mobilita, inoltre, nelle strade e nelle piazze d’Italia per informare i cittadini sui rischi del nucleare e sulla necessità di votare Sì al referendum del 12 e 13 giugno, per il futuro del Paese. Un sì per dire no alla costruzione di nuove centrali in Italia perché non esiste nucleare sicuro, come l’incidente alla centrale di Fukushima in Giappone ci conferma, purtroppo, drammaticamente.
“Ora più che mai è chiaro che la scelta nucleare è sbagliata e pericolosa – afferma Cogliati Dezza -. La maggior parte degli italiani non la vuole e, come avverrebbe in uno Stato democratico normale, gli va garantita la possibilità di esprimersi nel referendum del 12 e 13 giugno prossimo. L’incubo nucleare che sta vivendo il Giappone e tenendo con il fiato sospeso il resto del mondo rievoca, a 25 anni di distanza, le immagini terribili dell’incidente di Cernobyl, per altro mai dimenticate. Cosa deve succedere ancora perché i governi si convincano che la strada del nucleare va abbandonata? Chiediamo investimenti e un impegno politico chiaro per un futuro energetico pulito e sicuro”.

Appuntamenti all’insegna di “Liberiamo l’Italia dal nucleare” in tutte le Regioni con i volontari del cigno verde per ribadire che l’atomo è una fonte di energia pericolosa, costosa, obsoleta e inutile. Banchetti informativi, mercatini biologici, biciclettate, aperitivi, flash mob: le iniziative del week-end sono consultabili sul sito di LEGAMBIENTE.

Lo spot televisivo sul referendum sul nucleare

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