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Umbria. Aumenta il numero di cassintegrati

PERUGIA – Mario Bravi, segretario generale della Cgil Umbria, suona il campanello d’allarme. “Contrariamente agli ottimismi di facciata che vengono profusi da più parti, la crisi è tutt’altro che finita”.

Il tasso di disoccupazione in Umbria è salito a marzo dal 7,1% al 8,4%, avverte Bravi in una nota, nella quale snocciola preoccupato i dati più recenti dell’Osservatorio nazionale del sindacato. 20.859 sono stati, lo scorso mese, i lavoratori umbri finiti in Cassa integrazione. Di questi, 13.958 nella Cassa in deroga. 10.295  i cassintegrati a zero ore, dei quali 6.979 in deroga.

 

Spiega Bravi: “Tutti questi dati ci dicono che l’Umbria subisce pesantemente la crisi che c’è a livello nazionale e non è un caso che rispetto all’anno scorso siamo la seconda Regione, dopo la Calabria per l’aumento del numero dei cassintegrati. Tutto questo è dovuto evidentemente alla fragilità del nostro assetto produttivo e richiede di impegnarsi con forza per fare in modo che il lavoro, attraverso il piano straordinario diventi la priorità vera della nostra Regione. Occorre anche unificare proposta ed iniziativa di mobilitazione contro le politiche recessive del Governo nazionale. Per tutti questi motivi lo sciopero generale del 6 maggio e la manifestazione regionale che si svolgerà a Terni diviene fondamentale, per fare in modo che in quel giorno l’Umbria si fermi per poter ripartire in condizioni diverse”.

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