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Manifesti-vergogna. Pdl per le dimissioni di Lassini. E quelle di Berlusconi?

MILANO – L’ipocrisia del Pdl non conosce confini. Roberto Lassini, che si è assunto la paternità politica degli ignobili manifesti (“Via le Br dalle Procure”), viene in queste ore pressato perché rinunci alla candidatura nel “listino” che appoggia Letizia Moratti per il secondo mandato a sindaco di Milano. Ma c’è da chiedersi quale sia la vera colpa di Lassini. Egli – o chi per lui – non ha fatto altro che riportare su centinaia di manifesti l’esatta frase che ha pronunciato ripetutamente il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sui pubblici ministeri milanesi, che lo accusano di induzione alla prostituzione e concussione nel “caso Ruby”.

Se Lassini viene invitato alle dimissioni, cosa mai dovrebbe fare un presidente del consiglio che getta accuse così infamanti su magistrati che hanno il solo torto di svolgere il loro dovere senza guardare in faccia a nessuno, nel pieno rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione? C’è forse qualcuno che può dubitare, in una scala di valori, se siano più gravi le affermazioni dette da un oscuro dirigente di provincia e le medesime frasi pronunciate dal capo di governo?

E dunque: perché chiedere le dimissioni di Lassini quando si è limitato a riportare su carta le identiche accuse del padrone del suo partito-ramo di azienda?

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