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“The housemaid”: governante e famiglia perversa. La recensione

ROMA – Un viaggio fra melodramma e tragedia, dove ogni gesto dei personaggi, volutamente esagerato, diventa critica della società sudcoreana. Il 29 aprile esce nelle sale The Housemaid,  di Im Sang Soo, remake dell’omonimo film di Kim Ki-young ( del 1960), un caposaldo della cinematografia nazionale. 

La pellicola racconta la storia di Eunyi (Jeon Do-youn), assunta come governante e bambinaia nella casa di una ricchissima famiglia, dove la giovane e bella moglie di un uomo d’affari aspetta il frutto della seconda gravidanza, due gemelli. In breve tempo, lo spirito ingenuo e generoso di Eunyi conquista tutti, dalla piccola Nami (Ahn Seo-hyeon), la primogenita, alla collega anziana che ha speso la sua vita a servizio nella villa, al padrone di casa, Hoon (Lee Jung-jae), che presto passa a chiederle ben più di quello che è stata chiamata a fare. Quando la ragazza si ritrova incinta, la moglie di Hoon e sua madre, per conservare i loro privilegi, non esitano a pianificare il peggio per sbarazzarsi di lei.

Rispetto al film del 1960, Im Sang-soo sceglie sapientemente di rovesciare il punto di vista, focalizzando l’attenzione sulla giovane domestica  Eunyi, che nell’opera di Kim Ki-young  era dipinta come una femme-fatale in grado di mettere a rischio le sicurezze del padrone di casa. Nel remake, invece, Eunyi  diventa la vittima designata di un sistema sociale di spaventosa crudeltà.
Im Sang-soo adotta uno stile barocco che sembra quasi rifarsi ad Orson Welles, con un frequente utilizzo della profondità di campo e delle inquadrature oblique, e si serve efficacemente degli ampi spazi della casa di Hoon, una maestosa villa arredata con gelida eleganza, per comunicare la formalità e la freddezza dei rapporti umani all’interno di quelle pareti.

Quello che emerge, dunque, è un’aspra critica alla struttura delle caste della società sudcoreana, dominata da una borghesia che, in funzione del proprio potere economico, si pone al di sopra della legge e della morale. Nel film di Im Sang Soo, i datori di lavoro della protagonista  non si curano  delle ingiustizie e dei soprusi inferti alle classi inferiori, private di qualunque dignità. Questo schematismo fra ricchi e poveri viene  incrinato, però, dall’iniziale ambiguità della protagonista Eunyi, che consapevolmente accetta di assecondare la brama di possesso  di Hoon. La famiglia, in The Housemaid, invece di essere un caposaldo della società, è qualcosa di malato e perverso, dove i soldi contano più degli affetti e del rispetto umano.  Non a caso la famiglia del film sembra totalmente tagliata fuori dalla società e appare rilegata in una casa che è un regno autosufficiente.
Un film che forse non avrà molto spazio nelle sale italiane – nonostante sia entrato in concorso nella selezione ufficiale del festival di Cannes e abbia ricevuto il premio speciale della giuria al Courmayeur Noir Festival – ma che merita di essere visto.

The Housemaid
Cast Lee Jung-jae, Youn Yuh-jung, Seo Woo, Jeon Do-youn, Park Ji-young, Ahn Seo-hyun, Hwang Jung-min, Moon So-ri, Kim Jin-ah
Regia Im Sang-soo
Sceneggiatura Im Sang-soo, Gina Kim
Durata 01:46:00
Data di uscita Venerdì 29 Aprile 2011

 

Trailer

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