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Berlino: “Voti Berlusconi? Qui non entri”

BERLINO – Il cartello di divieto esposto dal ristorante ‘Schwarzwaldstuben’ è molto particolare, quanto provocatorio: “Berlusconi – elettori non benvenuti” e sotto “Niente cervello – niente servizio”.

La notizia ha fatto il giro del mondo: un ristorante di Berlino che non permette l’entrata ai berluscones è una notiziona. In realtà il locale ha da tempo abbandonato la sua campagna di rifiuto ai sostenitori del presidente del cavaliere di Arcore. Il ristorante in questione, specializzato in piatti della Germania meridionale, nel quartiere Mitte, fino all’anno scorso aveva esposto sulla porta d’ingresso un cartello con la figura di Silvio Berlusconi ed una scritta che invitava i suoi elettori a trovarsi un altro luogo di ristoro. “Abbiamo tolto il cartello circa sei mesi fa, – ha spiegato all’ANSA la co-proprietaria del locale, Wiebke Feuersenger. –  il nostro ristorante è frequentato da moltissimi italiani e l’idea era nata dopo le innumerevoli discussioni al bar sulla politica italiana con alcuni nostri clienti. Non so come dire, noi siamo contro Berlusconi. Il cartello, è rimasto esposto per circa un anno, poi abbiamo deciso di cambiare e l’abbiamo tolto”. Beh, certo che una discussione con i berluscones non è che faccia tanto bene, meglio evitare.

Ma a Berlino l’idea del ristorante Schwarzwaldstuben, che offre anche la Flammkuchen, una specie di pizza tedesca, l’aveva già avuta un ristorante italiano, il ‘Caffe’ Aroma’, nel quartiere Schoeneberg,  che da anni si dichiara “Berlusconi freie zone” (zona franca vietata a Berlusconi), con tanto di cartello esposto al pubblico e sul sito Internet. “Siamo ‘deberlusconizzati’ dal 2001”, ha commentato all’ANSA il proprietario del locale, Gino Puddu.
Quindi non più divieti xenofobi agli immigrati, ma mirati ad una categoria di persone sgradita … a Berlino. Naturalmente questo off  limits  non è sfuggito ai giornalisti tedeschi che, tanto per cambiare, hanno avuto modo di farsi due risate su questa categoria di italiani: i berlusconidi.  E come dargli torto.

Tra le file del PdL tutto tace, e solo alcuni berlusconiani doc sono usciti allo scoperto accusando di razzismo il proprietario del ristorante … come se Berlusconi fosse di un’altra razza. Purtroppo, aimè, di razza umana c’è ne una sola, anche se, in questo caso specifico, la cosa crea non poco imbarazzo. È chiaro che si tratta di  discriminazione, come quando si discrimina il fungo velenoso dal porcino. Anche Franca Rame è di questo avviso e sul suo blog scrive: “Il punto non è il cartello in sé, che può essere valutato una battuta: è ciò che rappresenta, il disprezzo verso gli italiani che eleggono come capo del governo una persona del genere”.

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