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Stop al nucleare. La incredibile marcia indietro del Governo

La decisione-beffa del governo, che procrastina la costruzione delle centrali per impedire lo svolgimento dei referendum, in particolar modo quello sul “legittimo impedimento”. Insorgono Di Pietro e i referendari

ROMA –Il governo fa un deciso dietrofront sul nucleare e introduce un emendamento al “decreto omnibus” con il quale sospende il programma di nuovi impianti nucleari lanciato in grande stile con la legge n. 122 del 2008. Ma il nucleare non era essenziale allo sviluppo energetico del Paese? Non avrebbe dato un contributo decisivo alla diminuzione della dipendenza energetica dall’estero? In realtà, l’emendamento non abroga in modo definitivo il demenziale programma nucleare ma lo procrastina ad un futuro indefinito, per approfondire “studi” e “ricerche” finalizzati a individuare meglio i fattori di rischio.

INCREDIBILE STRATAGEMMA. Si tratta, in realtà, di un altro incredibile stratagemma del governo per sminare il blocco dei referendum di giugno (nucleare, privatizzazione dell’acqua, legittimo impedimento), visti dal berlusconismo come un pronunciamento popolare sulla figura stessa del suo leader. Infatti, con l’approvazione dell’emendamento che abroga la costruzione di nuove centrali nucleari, il quesito referendario sarebbe automaticamente cancellato. Un grave colpo al raggiungimento del “quorum” previsto dall’articolo 75 della Costituzione per la validità del responso delle urne. Secondo Stefano Rodotà e i promotori del referendum, però, la norma non sarebbe in grado di impedire le urne in quanto non abroga la legge sui nuovi impianti ma ne sospende temporaneamente gli effetti. Conseguentemente, anche in base a quanto afferma la giurisprudenza della Corte Costituzionale, il referendum si dovrebbe comunque svolgere.

LA TRUFFA.Quella del governo – affermano i senatori democratici Roberto Della Seta e Francesco Ferrante –  non è altro che una legge truffa in salsa nucleare, ma considerando che tutti i maggior Paesi si avviano a uscire dall’energia atomica, questo trucchetto è il definitivo harakiri dei nuclearisti nostrani”. Aggiunge Antonio Di Pietro, leader dell’Idv: “L’unico scopo del Governo è affossare il referendum di giugno. Sanno benissimo che il voto sul ‘nucleare’ trascinerà con sé quello sul legittimo impedimento e hanno paura che la politica giudiziaria, che poi è l’unica politica di questo Esecutivo, verrà sconfessata dagli italiani”.

La paura fa novanta, sostiene il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro: “Come volevasi dimostrare, anche stavolta il governo fa marcia indietro, per ora e in vista del referendum, sul suo pericoloso quanto inutile e costosissimo programma di ritorno al nucleare. È l’ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche energetiche di un governo che adesso, sull’onda della tragedia di Fukushima, dopo un’ipocrita moratoria di un anno, vuole aggirare un referendum popolare a questo punto molto scomodo per maggioranza ed Esecutivo”.

SCONTRO IN VIGILANZA RAI. Che il governo degli inetti abbia realmente paura dei referendum è dimostrato anche da quanto è successo oggi in Commissione vigilanza della Rai. La riunione, convocata per oggi pomeriggio, avrebbe dovuto decidere il regolamento per le trasmissioni di propaganda sui referendum. La maggioranza ha tentato il ricatto: approviamo il regolamento in cambio dell’approvazione dell’atto di indirizzo sul pluralismo televisivo. L’opposizione ha fatto presente che il regolamento sui referendum è un atto dovuto ed anche scaduto.

TREMONTI ALTERNATIVO. D’altronde, lo stesso Tremonti, nei giorni scorsi, aveva mostrato insospettabili simpatie per le energie alternative, dichiarandosi contrario ad un impegno finanziario sul nucleare. Una retromarcia a 360 gradi che evidenzia l’inconcludenza di questa maggioranza. Subito dopo il disastro di Fukushima, i gerarchi berlusconiani si erano affannati invitando gli italiani a non scegliere “soluzioni dettate dall’emotività”. Ora che l’emotività è passata, hanno preso la medesima decisione degli antinuclearisti.

IL VERO OBIETTIVO: IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO. È evidente il vero obiettivo del berlusconismo: far fallire il referendum, lanciato dall’Italia dei valori, sul “ legittimo impedimento”. La vittoria degli abrogazionisti equivarrebbe ad un plebiscito contro Silvio Berlusconi, il declinante e sempre più nervoso leader di una maggioranza che non c’è più.

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