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Nasce il Polo della Domotica. Una grande occasione per le imprese italiane

FABRIANO – Otto soci per fare sistema. E realizzare il primo polo della domotica italiano. E’ stato così presentato oggi a Fabriano “HOME lab”, il consorzio italiano di ricerca sulla domotica che nasce grazie alla volontà di imprese ed enti leader del settore: Indesit Company, Ariston Thermo, Gruppo Elica, Loccioni, MR&D Institute, Spes, Teuco-Guzzini e Università Politecnica delle Marche. Il modello organizzativo previsto è quello dell’“open innovation” e quindi condivisione di obiettivi e visione strategica con effetto moltiplicatore sui risultati della ricerca.

Tre i progetti subito in cantiere: utilizzo di micro generazione per consumare energia prodotta in casa, riscaldamento con caldaia dell’acqua usata da vari elettrodomestici, livellamento del consumo energetico delle utenze domestiche. E un obiettivo comune: definire standard di comunicazione e interoperativita’ tra prodotti e servizi all’interno della casa per migliorare l’efficienza energetica, e di implementare sensori e tecnologie per incrementare qualita’ e funzionalita’ di ambienti domestici. In altre parole, creare prodotti e servizi per una casa intelligente.

“Home Lab’ e’ una grande occasione per le imprese italiane che realizzano prodotti o servizi per la casa”, ha spiegato Andrea Merloni, presidente di Indesit Company e neo-presidente di ‘ Home Lab’, che ha presentato il progetto.”Le singole competenze ed eccellenze se messe a sistema si moltiplicano in maniera esponenziale, creando cosi’ le condizioni per competere ad armi pari con i migliori distretti tecnologici del mondo”, ha poi sottolineato aggiungendo: “L’ automazione della casa sara’ un mercato potenzialmente enorme e dobbiamo essere pronti a cogliere questa sfida. Le imprese italiane del settore -ha concluso- non hanno nessun gap tecnologico per poter competere con la concorrenza internazionale”.

“Due”, si è poi soffermato Merloni, “sono le componenti che hanno indotto a varare il consorzio: la crescita della coscienza ecologica e di incentivi a realizzare prodotti a risparmio energetico; la proliferazione di dispositivi elettronici (I-phone, tablet ecc.) per controllare servizi. E ”L’integrazione tra elettrodomestici”, ha concluso, “e’ la nuova frontiera del risparmio energetico”.

Gli investimenti dipenderanno dai progetti ma, complessivamente, ‘Home Lab’ potrebbe impiegare qualche decina di milioni di euro nei prossimi 3-4 anni, partendo dall’ipotesi che ogni partner impiegherà 10-15% dei propri investimenti in ricerca.

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