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Bologna. Arrestato Massimo Ciancimino. Falsificò documenti che accusavano De Gennaro

BOLOGNA – Massimo Ciancimino è stato fermato dalla polizia a Bologna su ordine della procura di Caltanissetta per aver calunniato l’ex capo della polizia Gianni de Gennaro. Ciancimino, già condannato per riciclaggio, è testimone in diverse inchieste di mafia tra cui quella sulla presunta trattativa tra Cosa nostra e lo Stato. Ciancimino è stato fermato da agenti della Dia di Palermo su ordine della Dda palermitana e non nissena. Il figlio dell’ex sindaco mafioso del capoluogo, infatti, è indagato a Caltanissetta per aver calunniato l’ex capo della polizia Gianni de Gennaro, ma ha prodotto anche alla procura palermitana documenti tra cui uno che sarebbe stato «manomesso» in cui c’è il nome del direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza.

Il documento è una fotocopia di un foglio redatto da Vito Ciancimino, padre di Massimo, con un elenco di nomi di personaggi delle istituzioni che avrebbero avuto un ruolo nella cosiddetta «trattativa». Da una perizia ordinata dalla Dda e consegnata oggi ai magistrati che conducono l’inchiesta, il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido, si evincerebbe che il nome di De Gennaro sarebbe stato scritto in epoca successiva alla redazione del manoscritto. Il documento inoltre sarebbe in contrasto con quanto dichiarato dallo stesso Ciancimino durante gli interrogatori resi alla procura di Palermo.

Massimo Ciancimino fece il nome dell’attuale direttore del dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza l’anno scorso ai magistrati nisseni nell’ambito delle inchieste per le stragi palermitane del ’92 e con particolare riferimento all’individuazione di un misterioso personaggio, noto come «signor Franco»: un uomo degli apparati di sicurezza che, secondo il testimone, era in confidenza con suo padre e avrebbe avuto un ruolo nella presunta trattativa tra Stato e mafia. Dopo un interrogatorio non convincente, nel dicembre 2010, in cui il testimone diceva che il «signor Franco sarebbe stato vicino a De Gennaro» i magistrati nisseni iscrissero Ciancimino nel registro degli indagati per calunnia e rivelazioni d’atti d’ufficio. Ciancimino è anche indagato per concorso in associazione mafiosa, dai magistrati di Palermo per il ruolo avuto nella trattativa. Lui stesso ha ammesso di avere fatto da «postino» tra il padre e il boss Bernardo Provenzano. Lo scorso luglio, poi, Massimo Ciancimino consegnò ai magistrati palermitani un documento del padre, che risalirebbe ai primi anni ’90, con 12 nomi di investigatori e politici, come l’ex ministro Franco Restivo, l’ex questore Arnaldo La Barbera, il funzionario del Sisde Bruno Contrada, il generale dell’Arma Delfino e il funzionario dell’Aisi Lorenzo Narracci. Nella lista c’era anche un tale Gross e, accanto, le iniziali «F/C», che, a dire del figlio dell’ex sindaco, avrebbero indicato i due nomi con cui lo 007 era noto: Franco e Carlo. Una freccia collegava poi Gross a un altro cognome: «De Gennaro». Sarebbe proprio questo il documento contraffatto che ha portato al fermo del testimone. Dopo l’ uscita delle prime notizie delle rivelazioni di Ciancimino in cui era citato De Gennaro l’ex capo della polizia annunciò che lo avrebbe denunciato per calunnia. Lo scorso dicembre la moglie di Ciancimino, Carlotta Masserotti, dichiarò in procura che De Gennaro, nel 2004, avrebbe agevolato il rilascio accelerato di un passaporto per il piccolo Vito Andrea Ciancimino, figlio della coppia.

Il Procuratore di Palermo: “Falsificò il documento che ci diede”

Nell’elenco di nomi sulla fotocopia consegnata ai pm di Palermo da Massimo Ciancimino, quello di Gianni Gennaro sarebbe stato «interpolato» secondo l’analisi fatta dalla polizia scientifica. Lo conferma il procuratore di Palermo, Francesco Messineo. Ciancimino aveva spiegato ai magistrati che quell’appunto di suo padre conteneva personaggi vicini ai servizi segreti che avrebbero svolto un ruolo nella presunta trattativa tra Stato e mafia. Assieme ai nomi di Restivo, Ruffini, Malpica, Parisi, Sica, Contrada, Narracci, Delfino, La Barbera (dattiloscritti) c’è anche quello di De Gennaro, manoscritto, legato al nome «Gross» con una freccia. «La scientifica ha stabilito con certezza assoluta – spiega Messineo – che il nome di De Gennaro è stato estrapolato da un altro documento presentato da Massimo Ciancimino e posto in quel foglio. In questo momento non ci risulta che ci siano altri documenti ‘falsificatì ma non lo possiamo escludere, visto che la scientifica analizza i fogli che Ciancimino ci ha dato in vari periodi». Messineo esclude che il fermo del testimone possa «incrinare qualsiasi rapporto con Ciancimino per il semplice fatto che »questo rapporto privilegiato non c’è mai stato«. »Lui ci ha consegnato dei documenti e ci ha detto delle cose che noi abbiamo vagliato – dice il magistrato – Ultimamente non è stato comunque convocato dalla Procura ma si è presentato spontaneamente«. »Nel momento in cui succedono cose che configurano un comportamento di questo tipo – conclude – non possiamo che intervenire di conseguenza«. Ciancimino è stato fermato nel territorio comunale di Parma e ora il gip della città emiliana si dovrà pronunciare sul fermo per l’eventuale convalida e poi sull’eventuale misura cautelare provvisoria. Poi dichiarando la sua ‘incompetenzà territoriale trasferirà gli atti a Palermo dove si dovrà pronunciare un altro gip.

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