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L’Utopia di Beppe Grillo

MILANO – Qual è il sogno del comico genovese? Qual è l’idea politica che sta dietro al Movimento 5 Stelle? Che cosa succederebbe se il giovane Mattia Calise, con la sua candidatura a sindaco di Milano, riuscisse a far entrare in Consiglio Comunale un paio di grillini?

I grillini al lavoro. Immaginiamo, in un futuro prossimo venturo, navi da combattimento in fiamme, raggi B balenare nel buio, e un paio di ragazzi grillini nel Consiglio Comunale di Milano.

Che cosa farebbero? Che cosa farebbero di diverso da tutti i consiglieri che li hanno preceduti? Allora. Un grillino ha tre attività che il Movimento gli chiede di svolgere: sentinella, megafono, tramite. Se non svolge questi 3 compiti, dopo 6 mesi il popolo (web) grillino lo bossizza (gli dice: “ciccio, fora di bal”). Dovrà rendere sempre conto di quello che fa, in qualità di ‘servitore’ dello stato (del comune). Con le sue testimonianze dall’interno (delle stanze del potere milanese), sfruttando i social network più potenti delle rete (facebook, youtube, twitter…), tutto il mondo web saprà quello che succede in quelle un tempo inaccessibili stanze. Che di colpo non sarebbero più inaccessibili, misteriose, oscure. In una parola: trasparenza. Questa trasparenza dovrebbe rendere difficile imposs ordire le consuete malefatte all’insaputa del cittadino. Fine dei giochi di palazzo occulti?

Altra funzione del consigliere grillino. Sarebbe il megafono di questa comunità web. Lui la informa (sentinella), lei gli propone. Problemi da risolvere o almeno da affrontare: manto stradale da riparare; parco per bambini da ripulire; disservizi nei mezzi pubblici o nella raccolta differenziata. Idee su cui discutere: zone ztl; piste ciclabili; organizzazione di eventi culturali o commerciali. Terza funzione: tramite. Un grillino sarebbe un tramite per competenze esterne al Consiglio. Lo farebbe comunicare con esperti di vari campi, in grado di dare pareri e consigli per affrontare e risolvere i problemi del comune. In sostanza, l’idea del Movimento 5 Stelle è che la comunità web abbia la possibilità di sottoporre all’attenzione dei grillini in Consiglio sia i problemi da risolvere, sia le soluzioni per risolvere questi problemi. Il futuro della politica? Oppure utopia?

 

Utopia. Dunque, in definitiva, qual è la nuova politica di cui parlano Calise e Grillo? E’ una politica che si basa sulla quantità: impegnarsi, darsi da fare, essere attivi. E che si basa soprattutto sulla qualità: una politica cioè di una ‘pasta’ diversa dall’attuale. Moderna, al passo coi tempi. Al passo ad esempio con internet. Calise ha 2.500 fan nel suo account di Facebook. Come milioni di ragazzi oggi, comunica con i suoi amici online regolarmente. Condivide con loro la sua vita, online.  L’idea dei grillini è quella di portare nei corridoi e nelle aule della vecchia politica ragazzi moderni, facebookkanti, come Calise appunto. Quindi non sono esclusivamente le qualità personali del ragazzo a renderlo un politico speciale (che in effetti già è: non ha precedenti penali), ma anche le qualità ulteriori, i bonus, conferitegli dall’essere un giovane, con la mente forgiata a pane, playstation e youtube. Lungi questo dall’essere un complimento, tuttavia è incontrovertibile che il futuro sia più masticabile da un ragazzo cresciuto con l’iPod piuttosto che da un signore cresciuto con il jukebox. Il Grillo-pensiero si basa perciò sulla considerazione di un dato di fatto: nell’era degli smartphone, (fingendo per un attimo di non considerare la deriva malavitosa della politica italiana), i nostri politici attuali hanno il grande difetto di saper a malapena spedire un’email. Berlusconi non ha pc nel suo studio a Palazzo Chigi. I nostri politici hanno ben poche speranze di capire il futuro, e quindi di prendere le decisioni giuste per farlo affrontare al Paese. Serve allora gente che il futuro lo capisca.

In conclusione, si può provare a riassumere in breve l’idea politica di Grillo e del Movimento 5 Stelle così: l’Italia è come un’utilitaria dalla linea graziosa, ma che a furia di grattare sulla frizione e riempire il serbatoio della benzina con acqua (furbi), è a serio rischio rottamazione (e hanno tolto pure gli incentivi). Se non si ha la patente, non si deve guidare la macchina. Questi politici non hanno più la patente per guidare la macchina Italia. Patente scaduta (e chissà come l’avevano presa). Che lascino allora il volante a chi sa come avviare il motore, a chi sa guidare risparmiando benzina, e a chi soprattutto sa impostare il navigatore. Facciano guidare chi sa dove andare.

 

 


  

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