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Libia. Il Governo si spacca sull’intervento armato. Calderoli: “Siamo contrari”

Il premier decide tutto da solo, senza informare nessuno. La Lega sul piede di guerra. Le opposizioni chiedono l’apertura della crisi di governo. L’Idv: “Ancora una volta stanno mentendo agli italiani”. Pd: “Ci vuole una politica estera seria”

ROMA – Il nuovo e delicato impegno dell’Italia in Libia nasce sotto il segno di un nuovo scontro nella maggioranza, con la Lega che si mette di traverso confermando la sua linea anti-interventista e, soprattutto, di disimpegno delle nostre truppe dalle diverse aree di conflitto in giro per il mondo. Di bombardamenti “non se ne parla. Il mio voto in questo senso non l’avranno mai” annuncia a caldo il ministro legista Roberto Calderoli, deciso a non concedere una virgola in più rispetto a quanto già concesso dall’Italia per sostenere i ribelli che combattono il regime di Gheddafi. Un no che lascia intravvedere all’opposizione una possibile crisi di governo, prontamente smentita però dal Carroccio. Ma la posizione di Calderoli è netta e questo nonostante il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si sia affrettato a spiegare che non ci saranno “bombardamenti indiscriminati ma missioni con missili di precisione su obiettivi specifici”. Insomma, assicura La Russa, l’obiettivo sarà di “evitare ogni rischio di colpire la popolazione civile”.

Subito, però, l’opposizione si scatena: le parole di Calderoli, afferma il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, “aprono di fatto la crisi di governo”. Il governo “ancora una volta ha mentito agli italiani” è l’accusa dell’Idv mentre il Pd chiede un “ritorno ad una seria politica estera, per troppo tempo dimenticata”. I democratici accusano il governo di essere in confusione e chiedono che venga subito a riferire in Parlamento: solo allora decideranno se chiedere il voto sulla nuova conformazione data all’intervento dell’Italia in Libia.

Il nuovo “no” della Lega al ministro della Difesa arriva dopo gli scontri che già si erano manifestati in Consiglio dei ministri, dove il Carroccio aveva chiesto il disimpegno dell’Italia dall’Afghanistan e del Libano. Una giusta marcia indietro, aveva già sostenuto la Lega, anche per reperire risorse e mezzi per fronteggiare l’ondata di migranti in arrivo dal Nord Africa. Oltretutto, secondo alcune fonti, i ministri della Lega non sarebbero stati preventivamente avvisati della decisione. Tant’è che il quotidiano del Carroccio, ‘La Padania’, neppure ha fatto in tempo a riportare la notizia in prima pagina. Omissione che sarebbe ancora più grave se, come risulterebbe da fonti della maggioranza, la richiesta di intervento da parte degli Usa sarebbe arrivata addirittura venerdì, quando il premier ha ricevuto John Kerry, presidente della Commissione Affari Esteri del Senato Usa, latore di un messaggio del Presidente Obama. “Ero e resto contrario a qualunque ulteriore intervento in Libia rispetto a quello che già abbiamo reso disponibile e fatto” spiega non appena avuta la notizia Calderoli secondo il quale “abbiamo già fatto abbastanza mettendo a disposizione le basi e l’appoggio logistico e il pattugliamento anti-radar”. Non solo: “Personalmente – attacca – non avrei dato neanche questa disponibilità se non in cambio di un concreto concorso delle forze alleate al respingimento dell’immigrazione”. Linea subito confermata anche dal viceministro della Lega, Roberto Castelli, che sostiene “con convinzione” le parole di Calderoli e preannuncia il voto contrario della Lega. Ma è lo stesso Calderoli che, di fronte alle speculazioni dell’opposizione, precisa: non ci sarà nessuna crisi di governo e, soprattutto, il No della Lega è ad interventi che possano coinvolgere dei civili. I ‘Responsabili’ chiedono invece “prudenza, dialogo e confronto prima di prendere delle decisioni. Evitiamo di dividerci” è l’auspicio di Luciano Sardelli. Dall’opposizione, in ogni caso, si chiede un immediato intervento del governo in Parlamento: “È fondamentale che si riferisca presto alle Camere” dice, oltre al Pd, anche il capogruppo Fli, Benedetto Della Vedova che tuttavia annuncia: il suo partito “avrà un atteggiamento responsabile”.

 

 

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