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ROMA – Una decisione che fa soffrire perché non è stata una scelta facile visti i rapporti con la Libia ed il rammarico per il fatto che l’Italia non ha avuto la possibilità di seguire la linea neutralista della Germania. Ma il governo non poteva fare diversamente. Un ragionamento, questo, che Silvio Berlusconi ha fatto con alcuni deputati del Pdl incontrati questa mattina a palazzo Grazioli tornando a parlare della decisione di partecipare alle missioni militari in Libia.

Un argomento, spiega chi ha parlato con il Cavaliere, che il presidente del Consiglio ha intenzione di approfondire con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un faccia a faccia, sottolineano le stesse fonti, durante il quale il capo del governo ribadirà che la linea dell’Esecutivo rispecchia la presa di posizione più volte ribadita dal Capo dello Stato in merito al ruolo dell’Italia. L’obiettivo è rinsaldare l’asse in politica estera con il Quirinale, cercando anche di trovare una sponda nel Colle che consenta alla maggioranza di serrare le fila su una posizione condivisa ‘costringendò le opposizioni, ed in particolare il Pd, a confluire su un’unica linea. L’idea potrebbe essere quella di presentare una mozione della maggioranza che ricalchi quanto detto dallo stesso Napolitano sul ruolo dell’Italia ribadendo che i raid mirati ricalcano la risoluzione dell’Onu. Che la situazione sia complicata e difficile il Cavaliere ai suoi interlocutori non lo ha negato. Anche se nel novero delle preoccupazioni di Berlusconi non sembrano esserci le tensioni con la Lega Nord. Con Bossi risolverò tutto, ha spiegato, semmai i problemi sono all’interno Carroccio e fra i vari maggiorenti del partito. Indubbiamente il Cavaliere sente la pressione elettorale e l’idea di perdere dei consensi lo porta a studiare una contromossa, qualcosa che lo faccia uscire dall’angolo dimostrando un’autonomia decisionale rispetto agli altri leader europei che in questo momento non gli viene riconosciuta.

Nessuna conseguenza sul Governo

Nel corso della cena di ieri sera organizzata dalla deputata pidiellina Melania Rizzoli, Silvio Berlusconi ha ragionato su ciò che sta avvenendo nella Lega sostenendo che alcune dichiarazioni e prese di posizioni sono frutto delle fibrillazioni interne al Carroccio. Alcuni presenti sostengono infatti che il Cavaliere abbia rimarcato ancora una volta il legame di amicizia che lo lega a Umberto Bossi: ci conosciamo da 20 anni e il rapporto è solido, ha argomentato. Nel dirsi convinto che il leader leghista non farebbe mai delle scorrettezze nei suoi confronti e che la sua leatà all’alleanza non è minimamente in discussione, il Cavaliere ha puntato semmai il ragionamento su quello che sta avvenendo nel partito di via Bellerio. La conclusione tratta da alcuni presenti è che il presidente del Consiglio dietro alcune affermazioni di esponenti leghisti, come quelle di Roberto Maroni, vi sia semmai una partita interna al Carroccio e la necessità di alcuni di ‘pesarsì. Secondo qualcuno Berlusconi avrebbe anche fatto un parallelo con quanto sta avvenendo nel Pdl, traendo la conclusione che il Cavaliere si riferisse a una sorta di posizionamento in vista di una futura successione. Diversi presenti, ad ogni modo, sottolineano che l’umore del premier era di estrema serenità. Evidentemente nella convinzione che, come riferito dallo stesso premier al termine della cena, le fibrillazioni nel Carroccio non avranno comunque conseguenze nella maggioranza e nel Governo.

Franceschini (Pd): “La Lega continuerà a calarsi le braghe”

«Non so che cosa farà la Lega, che in Padania fa la voce grossa ed a Roma cala le braghe. Sono più propenso a pensare che la Lega calerà le braghe»: lo afferma il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini riferendosi all’atteggiamento che il Carroccio assumerà in Parlamento sulla Libia in vista della presentazione di mozioni sul tema. «Se ci fosse un voto differenziato della Lega rispetto al resto della maggioranza – puntualizza Franceschini – la crisi sarebbe inevitabile nei fatti». Secondo Franceschini, il Pd ha presentato la mozione sulla Libia «perchè quello che accade nel Parlamento deve corrispondere al dibattito politico in corso. Quando il ministro dell’Interno e la Lega attaccano duramente il governo e dicono di non condividere quanto è stato deciso sulla Libia, è doveroso chiedere se il Carroccio avrà un pò più coraggio ed un pò meno di codardia nel manifestare i propri intendimenti con un voto parlamentare. Dovrebbero esserci grati per aver permesso loro un’assunzione di responsabilità». Franceschini puntualizza che la mozione «non è necessaria dal punto di vista formale perchè le nuove scelte sono già ricomprese nel testo a suo tempo approvato, ma dal punto di vista politico: non si può andare avanti con il doppio gioco e con le ambiguità. Il voto dell’Aula servirà a fare finalmente chiarezza», conclude.

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