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ROMA – Il referendum sull’acqua e sul nucleare e il rischio di non andare a votare per via della cancellazione dei quesiti. Questo il pericolo che i Comitati per il ‘sì intendono scongiurare e per il quale sono scesi oggi in piazza a Roma, prima davanti alla sede Rai di viale Mazzini e poi sotto il palazzo dell’Enel in viale Regina Margherita. Anche i Verdi hanno manifestato davanti a Montecitorio insieme con il popolo delle rinnovabili che continua a protestare contro il decreto sui nuovi incentivi al fotovoltaico.

In tutto tre presidi che arrivano esattamente a 45 giorni dalla data fissata per il voto referendario, il 12 e 13 giugno. Un limite temporale – dicono gli organizzatori del Comitato ‘vota sì per fermare il nuclearè e quelli del Comitato ‘2 sì per l’acqua bene comune’ – entro cui sarebbe dovuto esser pronto il regolamento sull’informazione, che invece ancora manca. Per il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Roberto Natale, è «inaccettabile che ai cittadini venga tolto il diritto di sapere e ai giornalisti quello di informare» senza schierasi «nè a favore del ‘sì nè a favore del ‘nò», offrendo «una soluzione al presidente del Consiglio che ha offeso i cittadini» paragonandoli «a dei bambini impressionabili». Secondo il Comitato anti-atomo – posti di fronte alla scultura bronzea del ‘Cavallo morentè della Rai con striscioni e bandiere (tipo ‘qualcuno ci vuole muti come pescì; ‘referendum, chi l’ha visto?’; ‘apriamo i rubinetti all’informazionè) – «la commissione di Vigilanza avrebbe dovuto darci il regolamento che invece manca, così come manca la minima informazione. Si tratta di una violenza alla democrazia». Le forme di protesta contro il nucleare sono poi proseguite con i Verdi davanti a Montecitorio: «Sono state sospese le libertà democratiche ad opera di Berlusconi – ha detto Angelo Bonelli, presidente dei Verdi – Noi siamo invece convinti che si voterà perchè questo è un imbroglio che non potrà passare».

Da oggi i Verdi lanciano, infatti, la campagna ‘Noi votiamo lo stesso’ (una specie di referendum parallelo) per reclutare «le sentinelle della democrazia», cioè 180.000 scrutatori «per difendere il voto del 12 e 13 giugno». Ma ora l’allarme – rivela Bonelli – passa all’acqua: «Sappiamo che il ministero dell’Ambiente sta lavorando a un provvedimento da inserire nel nuovo decreto ‘sviluppò in cui dovrebbero esser contenute le norme che affosseranno il referendum sull’acqua». E nel pomeriggio è andata in scena una terza protesta anti-atomo sotto il Palazzo dell’Enel a Roma, mentre all’interno era riunita l’assemblea degli azionisti. Un centinaio di manifestanti hanno occupato la corsia di marcia su viale Regina Margherita in direzione dell’università Sapienza, opposta rispetto al marciapiedi da cui si accede all’Enel sorvegliato da polizia e carabinieri. In breve tempo si è sviluppato un carosello di clacson, generato dagli automobilisti che suonavano apprezzando la protesta. Per Bonelli «l’Enel è il vero mandante del ritorno al nucleare e dello spegnimento del solare. Secondo Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia, »l’Enel dovrebbe abbandonare una logica di archeologia energetica e pensare al futuro«.

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