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Cineteca di Bologna. Bron a cura di Buccella: contro Wall Street

BOLOGNA – Quattro film per il giovane talento del cinema documentario svizzero: Jean-Stéphane Bron (nato a Losanna nel 1969), dopo aver stupito lo scorso anno a Cannes con il suo Cleveland versus Wall Street, arriva nel capoluogo emiliano per la retrospettiva che gli dedica la Cineteca di Bologna (in collaborazione con Swiss Films) da venerdì 6 a domenica 8 maggio al Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65) e curata dal critico italo-svizzero Lorenzo Buccella.

Sarà lo stesso Jean-Stéphane Bron a presenziare alla tre giorni bolognese: venerdì 6 maggio, alle ore 20, il regista svizzero, accompagnato dalla docente di Filosofia del Diritto all’Università di Bologna Carla Faralli, introdurrà la proiezione di Cleveland versus Wall Street, pellicola presentata al Festival di Cannes nel 2010 con la quale Bron raccontava l’azione legale di un pool di avvocati di Cleveland per lanciare una mastodontica class action contro ventuno banche ritenute responsabili dei dissesti immobiliari che hanno portato allo sfratto di migliaia di famiglie.

Sabato 7 maggio (sempre alle ore 20 al Cinema Lumière), di nuovo Jean-Stéphane Bron (questa volta assieme al preside della Facoltà di Agraria Andrea Segrè) introdurrà il suo Mais Im Bundeshuus: le génie helvétique, girato nel 2003 tra i corridoi del Palazzo Federale di Berna, attorno ai lavori della commissione parlamentare incaricata di elaborare una controversa legge su genetica e rapporti con l’agricoltura.

Una doppia proiezione (alle ore 20 di domenica 8 maggio) chiuderà invece l’Omaggio a Jean-Stéphane Bron: in programma Le bonne conduite – Cinq histoires d’auto-ecole e Connu de nos services.

L’Omaggio a Jean-Stéphane Bron, è realizzato in collaborazione con Swiss Films.

Cinema del presente. Omaggio a Jean-Stéphane Bron

Venerdì 6 maggio, ore 20, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
CLEVELAND VERSUS WALL STREET (Francia-Svizzera/2010) di Jean-Stéphane Bron (98’)
Crisi finanziaria americana 2008: una pattuglia di avvocati di Cleveland lancia una class action contro ventuno banche, ritenute responsabili dei dissesti immobiliari che hanno portato allo sfratto di migliaia di famiglie. Il racconto di un processo che avrebbe dovuto aver luogo, ma che Wall Street ha impedito con tutti i mezzi a sua disposizione.
Versione originale sottotitoli italiani
Introducono Jean-Stéphane Bron e Carla Faralli (Università di Bologna)

Sabato 7 maggio, ore 20, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
MAIS IM BUNDESHUUS: LE GÉNIE HELVÉTIQUE (Svizzera/2003) di Jean-Stéphane Bron (90’)
Quando la cronaca e i corridoi della politica trovano la scansione ritmica di un vero thriller. Succede quasi come in una fiction nelle viscere del Palazzo Federale a Berna, fuori dalla porta dell’aula in cui si rinchiude una commissione parlamentare incaricata di elaborare una controversa legge su genetica e rapporti con l’agricoltura. Nelle pause tra una seduta e l’altra, vengono catturati aneddoti, testimonianze, confidenze che ci sprofondano in un gorgo di intrighi, strategie e pressioni economiche, trasformando la vicenda in una favola universale sulle dinamiche del potere.
Versione originale sottotitoli italiani
Introducono Jean-Stéphane Bron e Andrea Segrè

Domenica 8 maggio, ore 20, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
LA BONNE CONDUITE – CINQ HISTOIRES D’AUTO-ÉCOLE (Svizzera/1999) di Jean-Stéphane Bron (54’)
Cinque storie schiacciate all’interno dell’abitacolo di una macchina di scuola-guida e frizionate, tra campo e controcampo, dal doppio sguardo di un maestro e un allievo. Cinque coppie, unite dal medesimo percorso per l’ottenimento della patente di guida, ma separate da condizione sociale, nazionalità e a volte anche colore della pelle. Adottando il tono di una commedia drammatica, questa serie di incontri al volante diventa lo specchietto privilegiato in cui si riflettono le contraddizioni di un’intera società.
CONNU DE NOS SERVICES (Svizzera/1997) di Jean-Stéphane Bron (64’)
Claude Moret riscopre il diario della propria giovinezza attraverso le dettagliate schedature che i servizi segreti svizzeri, negli anni attorno al ’68, gli dedicarono con estrema solerzia. Fra humour e rivendicazioni, un confronto fatto di sguardi incrociati tra la generazione che voleva cambiare il mondo e quella che ha cercato di impedirglielo, usando tutti i metodi di sorveglianza.

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