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Napoli sommersa dai rifiuti. Ma per Berlusconi è solo colpa del Comune

NAPOLI – Cassonetti ribaltati, sacchetti di rifiuti sparsi in strada, dalla fine della Riviera di Chiaia fino all’ingresso di via Piedigrotta, a Napoli. La puzza è molto forte, anche a causa del caldo di oggi. Protestano così cittadini esasperati per la mancata raccolta. «Nessuno vada a votare», ha detto un cittadino. Il traffico è in tilt da piazza Vittoria, non passano auto nè motorini ed ‘ difficile anche per i pedoni camminare perchè il marciapiede è ostruito e, dall’altro lato, ci sono le transenne del cantiere della metropolitana. «Poi si dice che la gente non va a votare – si lamenta una donna – e per chi dovremmo votare? E dire che questa è una delle zone-bene di Napoli». Un’auto dopo essere passata tra i rifiuti è costretta a fermarsi, i sacchetti si sono incastrati sotto la macchina e vanno tolti.

Sono stati complessivamente 40 gli interventi effettuati nel corso della notte dai vigili del fuoco di Napoli per spegnere gli incendi di cumuli di rifiuti, dati alle fiamme da cittadini esasperati. I roghi hanno riguardato un pò tutti i quartieri della città, con una maggiore concentrazione nella zona di Fuorigrotta, dove le esalazioni ed i fumi ha raggiunto una tale consistenza da costringere gli abitanti a sbarrare le finestre di casa per evitare problemi respiratori. Numerosi sono stati gli interventi dei pompieri anche nei quartieri periferici ed in provincia.

Per l’assessore all’Igiene urbana di Napoli, Paolo Giacomelli, siamo di fronte a un «leggero recupero» delle giacenze nelle strade della città che vengono stimate dal Comune in 2.550 tonnellate. «Ieri – dice Giacomelli – abbiamo raccolto e conferito 1537 tonnellate e c’è stato un leggero recupero sulle quantità in città». Alle 13 di oggi sono state raccolte 900 tonnellate, sulla stessa linea di ieri. «L’importante – conclude l’assessore – è che gli impianti continuino ad accogliere i rifiuti senza intoppi».

A Terzigno solo i rifiuti vesuviani

«A Cava Sari arrivano solo i rifiuti dei comuni vesuviani». Lo afferma il presidente dei sindaci del Parco Nazionale del Vesuvio Giuseppe Capasso, il quale assicura che «neanche un chilogrammo dei rifiuti conferiti a Terzigno provengono da Napoli». La discarica, «per il breve tempo che resterà aperta, ospiterà solo i rifiuti dei 18 Comuni vesuviani». Capasso parla di «equivoco generatosi ieri per la presenza di auto compattatori provenienti da Ponticelli, poi rivelatisi provenienti dal Comune di San Giorgio a Cremano. I dati dei conferimenti di questi giorni sono costanti e coerenti con le quantità smaltite negli ultimi mesi, con un’apprezzabile riduzione rispetto al novembre 2010, per effetto della raccolta differenziata che ha mediamente superato il 40% con punte del 70% a San Sebastiano», Comune di cui Capasso è sindaco. «Saremo vigili, insieme alla rete dei Comitati e alle mamme vulcaniche, ma mi sento di garantire che, a legislazione vigente – sottolinea Capasso – sarà impossibile per chiunque pensare di smaltire i rifiuti di Napoli nella discarica SARI». Capasso ha infine ricordato che i sindaci dei 18 Comuni dell’ambito vesuviano si stanno incontrando ogni settimana per proporre a Regione e Provincia «un accordo di programma per la realizzazione di impianti intermedi a servizio della raccolta differenziata, attuando il modello verso rifiuti zero».

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