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ROMA – L’insediamento dei circa 13 mila seggi elettorali, avvenuto nel pomeriggio, è stato l’ultimo tassello del complesso puzzle organizzativo che darà il via a una tornata amministrativa caratterizzata da una forte valenza politica a livello nazionale. Del resto, in tempo di federalismo, in ballo c’è la guida di 1.315 comuni (30 i capoluoghi di provincia, tra cui Milano, Torino, Bologna e Napoli), e 11 province, vale a dire Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria, Gorizia e Trieste. Ma oltre alle sfide al calor bianco che si terranno in alcune città importanti, a dare risalto ai prossimi due giorni di voto concorre anche l’imponenza del corpo elettorale, costituito da quasi 13 milioni di cittadini, vale a dire circa un quinto della popolazione nazionale.

Tante le sfide che faranno stare col fiato sospeso svetta a Milano quella tra il sindaco uscente Letizia Moratti e l’avvocato Giuliano Pisapia; ma forte attesa circonda anche l’esito di Napoli, dove il candidato di centrodestra Gianni Lettieri dovrà fare i conti allo stesso tempo con Mario Morcone, sostenuto dal Pd e dal centrosinistra, e Luigi De Magistris, candidato dell’Idv. Occhi puntati anche su Torino, dove l’ex segretario dei Ds Piero Fassino sfiderà l’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola nel difficile compito di raccogliere l’eredità di Sergio Chiamparino. Altra città sotto i riflettori è Bologna, capofila dei 189 comuni commissariati che andranno al voto: nel capoluogo felsineo il centrosinistra punterà su Virginio Merola, ex assessore all’urbanistica della Giunta Cofferati, per battere l’esponente del Carrocio Manes Bernardini, sostenuto anche dal Pdl. Questa tornata elettorale vedrà una vera e propria ondata di liste civiche, presenti nel 62% dei Municipi al voto: al primo posto Salerno a quota 39, seguita da Cosenza e l’Aquila con 31. Tanti anche i giovani in cerca di consensi. Secondo un calcolo dell’Anci tra domani e lunedì 435 candidati saranno under 35, tra cui molti speranzosi di captare il voto dei circa 134 mila diciottenni che per la prima volta andranno al voto. Ma non basta: nella pattuglia dei candidati figurano anche tre diciannovenni, che si aggiudicano la palma di aspiranti primi cittadini più giovani di questa tornata elettorale, candidatisi nei comuni di Bonea (Benevento), Merana (Alessandria) e Cuceglio (Torino). Ma, visto che l’Italia è soprattutto un Paese per vecchi, è da rimarcare la presenza nella tenzone amministrativa di uno speranzoso ottantatreenne che si è candidato a Busto Arsizio, in provincia di Varese.

Diocesi di Milano: “Ora è il tempo del silenzio”

C’è un tempo per parlare e uno per tacere e ora è il momento del silenzio. Dopo una campagna elettorale spesso dai toni troppo alti, adesso, il giorno prima del voto, la Diocesi di Milano invita tutti a vivere questa giornata «davvero in altro modo», ovvero a tacere. È il vicario episcopale, monsignor Eros Monti, a parlare dell’ opportunità di «una riflessione» nel momento del silenzio elettorale. Innanzitutto, per i cittadini che ai seggi domani e lunedì faranno la loro scelta: «Non perdano l’ occasione di un giudizio serio e approfondito, che tenga conto di tutte le variabili in gioco, non di una o due soltanto». Bisogna riflettere perchè il voto non significa solo mettere una croce su un simbolo ma «è un decidere, è un atto di grande responsabilità verso tutti quelli che da quella scelta sono e saranno condizionati, in bene o in male». Poi, i candidati, i «contendenti in campo» ai quali «è raccomandata una pausa colma di riflessione e silenzio» dopo una campagna «dai modi particolarmente accesi». «Diano in questi giorni e si aprano per il futuro – invita monsignor Monti – ad un autentico atteggiamento di ascolto, l’ atteggiamento migliore da parte di chi voglia porsi, e rimanere, realmente al servizio dell’altro, della sua gente, del territorio, come in molti hanno dichiarato». Ai candidati il vicario episcopale chiede di contribuire a creare le migliori condizioni proprio per questo, «perchè è l’ascolto che apre alla conoscenza profonda di sè come pure alla conoscenza più vera dell’altro, del mondo e della società che non soltanto ci circondano, ma di cui tutti, lo vogliamo o no, siamo parte». Silenzio, dunque, per riflettere con attenzione prima della decisione e perchè i giorni per discutere ci sono già stati e sono finiti: «Vi è un tempo per ogni cosa, ammonisce un antico sapiente biblico, il Qoelet – ricorda monsignor Monti -. Che aggiunge: c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare». Le elezioni, prosegue, «sono un’occasione troppo importante per essere lasciate in balia di emotività, di sensazioni immediate o di frasi ad effetto». Anche perchè la decisione su chi dovrà governare inciderà «ben oltre la durata del mandato, dal momento che scelte giuste o errate, in politica, pur prese da pochi e magari in tempi ristretti, sono destinate – conclude – a restare e a pesare a lungo, e su molti».

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