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Draghi alla guida della BCE. Da novembre un italiano al timone dell’Euro

ROMA – Tanto tuonò che piovve, era già da tempo che la candidatura di Mario Draghi alla guida della BCE rimbalzava in ogni angolo d’Europa giunge quindi senza particolari sorprese l’annuncio che l’attuale governatore di Banca d’Italia e’ stato designato ieri sera a tarda ora dall’Eurogruppo ad occupare la poltrona di presidente della Bce in sostituzione di Jean Claude Trichet,con il lionese che dovrebbe portare fino al termine naturale il suo mandato,  in scadenza alla fine del prossimo mese di ottobre.

Quanto resta da fare per vedere Draghi all’Eurotower sono solo formalità, delicate e sempre insidiose ma formalità.
Oggi l’Ecofin, l’eurogruppo è infatti una riunione informale di mera preparazione e non può assumere decisioni con effetto giuridico, adotterà, ma con il voto dei soli paesi membri dell’unione monetaria, formalmente la designazione. La decisione politica finale sara’ però presa dai capi di stato e di governo a fine giugno dopo i pareri dell’Europarlamento, quando Draghi risponderà ai quesiti, scritti e orali, che gli vorranno sottoporre i membri nel corso di un’audizione della commissione Affari economici e monetari, e del consiglio direttivo della stessa Bce che Draghi andrà a dirigere. A luglio sarà poi di nuovo il turno dell’Ecofin, ma sempre con i voti dei soli membri dell’Eurozona, che sancirà legalmente la decisione.
La questione politica che viene sollevata dalla candidatura di Draghi riguarda la rappresentanza francese all’interno del Board della BCE. L’Italia si troverebbe infatti ad essere sovra rappresentata, con Draghi alla presidenza e Bini Smaghi nella qualità di membro, mentre la Francia, una volta perso Trichet non avrebbe alcuna rappresentanza.

Ma mentre Lorenzo Bini Smaghi ieri ha ricordato come il suo mandato scada nel 2013, dicendosi intenzionato a portarlo a termine, il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde ha ricordato come
al vertice bilaterale di Roma del 24 aprile tra Sarkozy e Berlusconi “era stato evocato il punto della partecipazione di un francese al board della Bce, possibilmente al posto di un italiano”. Per la rappresentante francese, infatti, “non è per niente logico avere nel Baord due membri della stessa nazionalità. E’ logico, invece, che uno dei due, evidentemente non il presidente appena designato, lasci elegantemente il posto”.
In effetti proprio Bini Smaghi è uno dei candidati più accreditati alla successione di Draghi come governatore di Bankitalia, e si potrebbe quindi delineare uno scambio con Bini Smaghi che libera una poltrona ad un rappresentante francese andando ad occupare quella ancora calda di Via Nazionale da cui si alzerebbe Draghi. Unico ostacolo a questa soluzione le altre candidature, alcune oggettivamente molto valide, alla sede di Via Nazionale

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