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Il magistrato Gianfranco Boccalatte, finisce in manette

IMPERIA – Il Presidente del Tribunale di Imperia, Gianfranco Boccalatte, è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri del comando provinciale della città ligure.  Il provvedimento è scattato dopo una lunga serie di accertamenti investigativi da parte della Procura di Torino. A rendere noti particolari più rilevanti è lo stesso Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli in una nota dove parla di “soldi in cambio di provvedimenti favorevoli”.
Si tratta indubbiamente di “Accuse gravi”, come afferma lo stesso Avvocato Alessandro Moroni,  difensore del Dottor Boccalatte, che ovviamente attende di conoscere ulteriori dettagli.

Il lavoro svolto dalla Procura torinese è stato tuttavia preciso e minuzioso arrivando ad esaminare centinaia di pratiche sui quali aveva lavorato Boccalatte, cosa che ha consentito l’individuazione di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dello Stesso.
Si parla non solo di decisioni in merito alle misure di prevenzione, ma anche di molte altre sentenze e pronunciamenti in sede civile, quali assegnazioni in aste giudiziarie, dispute per questioni di eredità, contenziosi, insoluti, e inadempienze a contratti.
Altri provvedimenti sono stati inoltre presi nei confronti dell’autista Giuseppe Fasolo, e di due calabresi vicini alla malavita locale, tali Nicola Sansalone, 49 anni di Sanremo, e Leonardo Michele Andreacchi, 61 anni, residente a Ventimiglia.  
Proprio le rivelazioni fatte da Giuseppe Fasolo nel corso del suo primo arresto avvenuto già nel mese di gennaio del 2011, con l’accusa di millantato credito e corruzione, hanno permesso di portare allo scoperto un vero e proprio caso culminato con il provvedimento emesso questa mattina nei confronti dell’ex Presidente Boccalatte.
A conferma di tutto è arrivata la nota del Consiglio Superiore della Magistratura in cui si afferma “di aver già provveduto, in data 14 aprile 2011, sanzionando in via cautelare il predetto magistrato trasferendolo d’ufficio alla Corte di Appello di Firenze, su conforme richiesta della Procura generale presso la Corte di Cassazione”.

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