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Libia. Familiari di Gheddafi in fuga

TRIPOLI – Colonnello sempre più solo. Dopo la fuga del suo ministro degli Esteri in Inghilterra, quella del ministro del petrolio in Tunisia e la morte del figlio Saif, il rais viene ora lasciato anche dai parenti. Il figlio maggiore, Mohammad,che41 anni, pare sia fuggito domenica sull’isola di Djerba, in Tunisia.

Lo sostiene il quotidiano Al-Quds Al-Arabi, aggiungendo che l’uomo si sottoponga acute mediche particolari in un albergo a cinque stelle. Il ministero dell’Interno di Tunisi nega la notizia, mentre giornali online tunisini ipotizzano che Ohammad e altri familiari di Gheddafi siano in Polonia.

Gheddafi perde dunque i pezzi. Oltre al primogenito, sembra che anche la seconda moglie, Safia, e la figlia Aisha, siano scappate.  Dopo la morte del figlio Saif Al Arab, a causa di un bombardamento Nato, a Tripoli al fianco del padre sono rimasti cinque figli, degli otto avuti da due mogli. Il clan Gheddafi si sta dunque indebolendo.

Mohammad è il figlio di Fatima al-Nuri, la prima moglie del rasi. E’ a capo del Comitato olimpico libico e della Compagia generale delle poste e delle comunicazioni del Paese, con la quale si controllano cellulari e servizi satelltari. La Tap, l’agenzia di stampa tunisina, aveva comunicato lunedì che “alte personalità libiche” fossero giunte a Djerba, passando per il valico di frontiera di Ras Jedir.  Wikileaks ha pubblicato tempo fa dei segreti sui Gheddafi, tra cui dei litigi tra Mohammad e i fratelli Motassem e Saadi per il controllo della Coca Cola in Libia.

A Parigi, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha parlato con i giornalisti sull’eventualità che il colonnello sia anch’egli fuggito in Tunisia: “Ci auguriamo che Gheddafi lasci il potere e il Paese”, sottolineando però che al momento non sia in possesso di informazioni in merito. Riguardo alla missione compiuta ieri da un C130 italiano, che ha lanciato 140 mila volantini per informare la popolazione: “E’ stato un intervento che ha avuto un importante effetto di contrasto alla tv di regime che fa passare ciò che vuole. Abbiamo fatto sapere che il vento della libertà sta arrivando anche a Tripoli. E infatti – ha sottolineato il ministro – mi ha chiamato il capo del governo provvisorio di Bengasi per ringraziare la Nato di questo intervento”.

 

 

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