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Siria. Spari sui manifestanti anti regime. Almeno 30 morti tra cui un bambino

ROMA – Anche oggi migliaia di persone sono scese in piazza in Siria per manifestare contro l’oppressione del regime. Nuove proteste contro il presidente Bashar al-Assad si sono registrate a Banias, la città costiera a nordovest di Damasco, e nell’area di Albukamal, la zona orientale a 550 Km dalla capitale. E’quanto si apprende dall’agenzia di stampa Xinhua.

Sin’ora  non si ha una stima precisa delle vittime della repressione, anche perchè ai giornalisti è vietato tassativamente di prendere informazioni, ma si parla di almeno 30 vittime. Sulla drammatica questione l’Unione Europea sta studiando delle strategie da attuare contro il Presidente tiranno. A Bruxelles, infatti, a seguito dell’ultimatum  lanciato da Barack Obama – «faccia le riforme o lasci il potere»- il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, ha comunicato che il prossimo lunedì, il consiglio dei ministri degli Esteri europei, esaminerà l’ipotesi di includere il presidente siriano nella lista delle persone soggette a sanzioni internazionali. Gli Stati Uniti  lo hanno già fatto nei confronti del presidente siriano e di sei suoi collaboratori per abuso dei diritti umani. Altre sanzioni riguardano anche il vice presidente siriano, il primo ministro, i ministri dell’Interno e della sicurezza, il capo della intelligence e il direttore della sicurezza.
Intanto dal portale libanese Naharnet si  apprende  di  altre manifestazioni in corso a Homs e a Bou Kamal «dove l’esercito ha sparato per disperdere i dimostranti» nonostante le intenzioni pacifiche. Anche in questo caso, nonostante le poche notizie frammentate, si parla di alcune persone rimaste uccise dai proiettili dei miliziani. Altri spari sono stati avvertiti anche nel quartiere Rokn Addeine della capitale mentre la polizia avrebbe circondato la moschea di Qasmo a Qameshli.

Insomma anche nella giornata di oggi, abbiamo assistito all’ennesimo vile attacco al  popolo siriano, colpevole solo di chiedere maggiore libertà. Le tv locali mostrano le immagini di carri armati siriani penetrati a Maarrat an Numan, nel nord della Siria, una delle località dove nelle scorse settimane si erano registrate le manifestazioni anti-regime più massicce.  C’è chi parla di sei civili, tra cui un bambino, rimasti uccisi dalle forze di sicurezza che hanno aperto il fuoco contro i dimostranti anti-regime scesi in piazza nella città di Homs, in quelle meridionali di Deraa e Sanamin, e a Daraya, sobborgo a sud di Damasco.  Le uniche informazioni che si ricevono, vengono riportate dagli attivisti per i diritti umani e da alcuni testimoni in loco.

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