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Crisi Fincantieri: ancora scontri tra forze dell’ordine e manifestanti

Previsto per il 3 giugno a Palazzo Chigi l’incontro tra i vertici di Fincantieri e i sindacati nazionali per fare il punto sul progetto industriale  del gruppo

ROMA – Continua la dura protesta dei lavoratori dei due stabilimenti di Genova Sestri Ponente e Castellammare di Stabia contro il piano industriale presentato dal Gruppo Fincantieri – Cantieri Navali S.P.A. che ne prevede la chiusura con la messa in cassa integrazione di ben 2.551 addetti e il ridimensionamento di un terzo a Riva Trigoso in Liguria. Un progetto di certo dettato dalle esigenze di ristrutturazione e dalla crisi mondiale che ha quasi azzerato le commesse, ma che ha un impatto devastante in zone già fragili da un punto di vista di prospettive occupazionali e di crescita economica. Da quello che si è appreso nelle ultime ore c’è stato un confronto duro tra i manifestanti e forze dell’ordine sia a Castellammare che a Genova con occupazioni di strade e lancio di pietre, bottiglie e altri oggetti contundenti. 

 

E sono preannunciate altre azioni di lotta. «La situazione a Castellammare di Stabia sta diventando insostenibile – ha affermato durante un’intervista il sindaco Luigi Bobbio – da questa mattina sono in atto azioni sovversive in città. La protesta degli operai deve assolutamente rientrare e restare nei limiti della legalità”. A La Spezia Uilm, Fiom e Fim hanno convocato un’assemblea di tutti i lavoratori e indetto 2 ore di sciopero con l’obiettivo dichiarato di organizzarsi per dire di no ad un progetto industriale che, a loro avviso, prevede solo pesanti tagli e nessuna prospettiva di crescita futura.  La tensione si è un poco abbassata solo quando il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani ha convocato, per venerdì 3 giugno, a palazzo Chigi, i vertici di Fincantieri e i sindacati nazionali per fare il punto sul piano del gruppo, che l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, definisce “duro ma coraggioso” e mirato alla salvezza dell’azienda. I senatori del Pdl eletti in Campania, in una nota in cui richiedono di anticipare la riunione sulla crisi, esprimono “vicinanza e piena solidarietà al sindaco di Castellammare di Stabia, alla Giunta Municipale e al Consiglio Comunale. Le legittime aspirazioni dei lavoratori dei cantieri di Castellammare di Stabia a tutelare il posto di lavoro e le prospettive economiche delle famiglie vanno sostenute ma, al tempo stesso, occorre isolare e fermamente condannare qualunque atto di violenza contro le istituzioni democraticamente elette e contro il turismo della Penisola Sorrentina, anche per impedire infiltrazioni della criminalità organizzata».

 

A firmare la nota, sono i senatori Raffaele Calabrò, Luigi Compagna, Gennaro Coronella, Diana de Feo, Sergio De Gregorio, Giuseppe Esposito, Vincenzo Fasano, Pasquale Giuliano, Cosimo Izzo, Raffaele Lauro, Vincenzo Nespoli, Antonio Paravia, Francesco Pontone, Carlo Sarro, Cosimo Sibilia. Di tutt’altro avviso le opposizioni che sono partite subito all’attacco, sottolineando l’incapacità del governo a proporre un serio piano di sviluppo e di crescita economica per il paese. “La crisi dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia è il risultato di anni di promesse da marinaio da parte del Governo”. È quanto ha affermato, durante il suo intervento in Aula, il senatore Nello Di Nardo dell’Italia dei Valori. “Tre anni fa – ha aggiunto Di Nardo – il Governo aveva assunto un impegno con le parti sociali per la realizzazione di un bacino di carenaggio, indispensabile per il futuro dello stabilimento di Castellamare dopo che erano già stati messi in cassa integrazione 250 operai. Nel frattempo vi erano due commesse fatte proprio dallo Stato con due pattugliatori e il Governo aveva preso l’impegno, attraverso la Comunità europea, di rilanciare la cantieristica e garantire i livelli occupazionali. Parole al vento. La rabbia e la preoccupazione degli operai sono comprensibili, per di più dopo che sono stati abbandonati anche dalla Regione Campania”. Anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è intervenuto su quanto sta avvenendo a Fincaniteri, a margine di un incontro elettorale a Trieste, affermando che  “sono due anni che c’è il problema della cantieristica e il governo deve apprendere dai giornali qual è il piano di Fincantieri? Questa situazione è inaccettabile – ha continuato Bersani – perchè si è dormito largamente su una crisi che andava affrontata; anche se miracoli non ne fa nessuno, certamente si doveva agire in qualche modo”.

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