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Alitalia, tra cassaintegrati e precari. La solitudine dei numeri primi. LE FOTO

ROMA – Esiste una realtà nuova, frutto della società moderna e di una crisi che attanaglia l’economia. Una realtà fatta d’individui, di quaranta, cinquanta anni, che hanno perso il lavoro, ma sono troppo vecchi per essere ricollocati e troppo giovani per andare in pensione.

Queste persone, siano esse precarie o cassaintegrate, sono considerate dal sistema, come scampoli della società. E, come pezzi di stoffa avanzata qualcuno preferirebbe vederli riposti in un cassetto, in attesa. 

Il sentire dominante, di questi uomini e donne non è solo la paura e la rassegnazione, dati dall’incertezza del futuro. Ma, esiste anche un altro sentimento, è l’orgoglio di non accettare l’etichetta di scampolo, che la società gli ha affibbiato, nella sua totale indifferenza.
Ieri, al Teatro del Lido di Ostia, i Cassa integrati  e i Precari di Alitalia ne hanno dato un chiaro esempio. Il piccolo Teatro era gremito di lavoratori, piloti, assistenti di volo, personale di terra, convocati in assemblea dal comitato Overbooked. Decisi a chiedere a Governo ed Istituzioni, attenzione ma soprattutto, lavoro e giustizia.
Quella dei lavoratori ex Alitalia è una realtà, molto spesso, dimenticata dall’opinione pubblica, dall’informazione, ma anche e soprattutto da governo ed istituzioni.
Ricordiamo che sono migliaia i lavoratori che nel fallimento di Alitalia hanno perso il lavoro, molti di questi, erano precari senza futuro.  Tra i cassa integrati, un numero elevato, allo scadere della cassa integrazione, non raggiungerà i requisiti per accedere alla pensione. E’ importante ricordare che nell’ operazione del fallimento di Alitalia, restarono a casa molti lavoratori con carichi familiari e situazioni difficili.
In questi giorni si è avuta la notizia che la CAI, sta assumendo a tempo determinato, dei nuovi assistenti di volo appena usciti dai corsi di addestramento, non curante delle persone in cassa integrazione e neanche dei precari di lungo corso.
In assemblea, il sentimento più forte che si percepiva, nel piccolo teatro, tra i lavoratori, era l’indignazione. Rabbia, ma anche tristezza per aver fatto da modello da utilizzare nelle vertenze che sono seguite, Fiat ed Eutelia, ne sono un chiaro esempio.
L’ assemblea aveva come obiettivo di richiedere un intervento politico su dei punti essenziali.
Primo, fra tutti, la richiesta del rispetto degli accordi presi riguardo al numero di assunzioni da fare.

Ai fini della trasparenza, una lista di anzianità aziendale, sia per il personale precario, che per i cigs, di terra e di volo, in virtù delle prossime, possibili, chiamate in CAI.
La necessità di creare delle graduatorie regionali o provinciali di accesso al lavoro, presso Enti o aziende che aderiscono ad accordi e patti.
Lo sblocco dei fondi FSE da parte della Regione Lazio nei confronti della Provincia di Roma per l’attuazione del progetto di riqualificazione professionale che era avvenuto in una prima fase ma che si è bloccato.

Il sostegno a progetti di lavoro individuali e collettivi.
All’ assemblea hanno  partecipato esponenti di SEL, IDV e  PRC- FDS.  Tra i sindacati che sono intervenuti, USB e Cub. Presente anche una delegazione del Gruppo 17 marzo, composto da precari Alitalia. Il Direttivo del gruppo ha posto l’accento sulla necessità di una lista di anzianità aziendale. Ribadendo, l’ urgenza  di bloccare i corsi di addestramento a nuovi assistenti di volo da assumere a tempo determinato, finalizzando cosi le assunzioni al bacino di cassa integrati e precari già presenti.
Progetti, dunque, diretti al lavoro e alla riqualificazione professionale.
Un risultato importante, che si è distinto da quest’incontro, è quello di ridare una speranza ma soprattutto delle prospettive ai tanti lavoratori che si sentono soli. Abbandonati dalla politica e dimenticati dalla societa.

Foto di Aldo Feroce

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