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Al Qaida rafforza il suo controllo sul territorio Yemenita, occupando con le armi, dopo un paio di giorni di sanguinosi combattimenti, con almeno 18 morti, la cittadina di Zinjibar, provincia meridionale di Abyan.

ROMA – “Circa 300 combattenti islamici e uomini di al Qaida sono entrati a Zinjibar, città costiera del sud; dopo tre giorni di lotte, solo nella giornata di ieri, sono riusciti a prendere il controllo della città”, ha detto un residente.
Tutti i centri amministrativi di Zinjibar, dicono i testimoni, sono caduti nelle mani degli insorti. Sul terreno sono rimasti 18 morti, secondo un bilancio tracciato da fonti locali dopo la scoperta dei cadaveri di sei soldati.
Secondo queste fonti, in città è rimasta solo una «brigata meccanizzata» dell’esercito, che è «completamente circondata». «Gli uomini armati – dice un secondo residente della città – hanno catturato alcuni soldati che si erano arresi e ci hanno impedito di seppellire i militari morti. I loro corpi sono dunque rimasti a giacere al sole».

«Ieri mattina – dice la stessa fonte – gli uomini armati hanno intimato con gli altoparlanti agli abitanti di uscire dalle case e di riaprire i loro esercizi. Ma in pochi lo hanno fatto, per paura».
E l’opposizione yemenita è tornata ad accusare Saleh di usare lo spauracchio di Al Qaida per giustificare la repressione delle proteste di piazza, e di aver deliberatamente “ceduto la città a gruppi armati” per questo fine, dopo averli “formati e armati”, come afferma in un comunicato Forum Comune, il gruppo parlamentare che riunisce l’opposizione.
Precipita la situazione a Taez, importante città nel sud-ovest dello Yemen, focolaio della protesta antigovernativa. Le forze di sicurezza hanno lanciato nel tardo pomeriggio di ieri un assalto per smantellare il sit-in permanente contro il presidente Ali Abdallah Saleh, allestito nel centro della città, facendo almeno 20 morti. Lo hano detto gli organizzatori della protesta.

Secondo il racconto degli organizzatori, pare che tre delle vittime siano state colpite davanti a un posto di polizia vicino al luogo del sit-in prima dell’assalto dato alla piazza della Libertà, nel centro della città.
Nell’operazione sono stati utilizzati blindati e carri per svuotare la piazza dei manifestanti. Alcuni dimostranti rifugiati sui tetti delle case vicine hanno fatto intendere che non rinunceranno alla protesta.
Nella notte, ancora scontri, quattro militari yemeniti, tra cui un colonnello, sono stati uccisi in una imboscata tesa da presunti membri di al Qaida, nei pressi di Zinjibar, lo ha riferito un responsabile dei servizi di sicurezza yemeniti: «un convoglio di rinforzi proveniente da Aden è caduta in una imboscata tesa a un chilometro da Zinjibar, da parte di elementi di al Qaida. Quattro militari, tra cui un colonnello, sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti».
Una fonte dell’ospedale Joumhouria di Aden ha precisato che sette dei soldati feriti nell’attacco sono stati ricoverati. Secondo un’altra fonte di sicurezza, quattro uomini di al Qaida sono stati uccisi in scontri notturni con i soldati che si trovavano ancora nella città di Zinjibar.

Ma una fonte vicina al commando armato che ha preso il controllo della città al termine di violenti scontri, ha detto che sono due i membri di al Qaida uccisi
Nella mattinata di oggi, intanto, forze aeree governative yemenite hanno bombardato le postazioni di Al Qaeda stanziatesi a Zinjibar, lo hanno riferito testimoni. Si attendono sviluppi nella giornata.
Sempre ieri, ma in Siria, elicotteri dell’esercito hanno aperto il fuoco contro i manifestanti anti-governativi.
Le città coinvolte sono Talbiseh e Ratsan e il bilancio è di almeno 16 feriti, secondo quanto riferito da Ammar Qurabi, leader dell’organizzazione nazionale siriana per i diritti umani. In tredici sono rimasti feriti quando le forze di sicurezza hanno sparato a uno scuola bus.
Negli scontri a Talbiseh quattro soldati, tra cui un funzionario, hanno perso la vita, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Sana, che ha citato una fonte all’interno dell’esercito siriano.
L’opposizione intanto si prepara per tenere una conferenza in Turchia fissata per domani.

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