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Guliano Pisapia e Luigi De Magistris. Il loro primo giorno da sindaci

MILANO – «Io ho sempre sostenuto che Berlusconi si combatte conla buona politica, e non ci si può aspettare che il lavoro lo facciano i processi. Ecco, abbiamo dimostrato che è possibile, ed è la strada giusta». Lo ha affermato Giuliano Pisapia, neo sindaco di Milano, in un’intervista al quotidiano ‘Il Messaggero’, aggiungendo che «erano elezioni per il comune di Milano, di quello volevo parlare e non di Berlusconi, dei problemi della città, di come risolverli».

«Il voto è stato un voto contro la Moratti che non poteva essere rieletta visto come ha governato la città in questi cinque anni. Berlusconi – continua Pisapia – ci si è messo in prima persona proprio per cercare di superare la debolezza della Moratti e ha trasformato il voto in un referendum su di lui. Doppia sconfitta». «In due settimane faremo la giunta , penso che sia un tempo ragionevole – sottolinea Pisapia – anche perchè fino a questo momento non ci ho ancora pensato.È molto probabile che il vice sindaco sarà una donna». «Ci hanno deriso, ci hanno irriso e ci hanno insultato – dice Pisapia – e noi abbiamo risposto con l’ironia e il sorriso. Soprattutto i nostri sostenitori. Non som se sia stata l’arma vincente, ma di sicuro è una cosa nuova e inedita della politica».

FORMIGONI: “PISAPIA HA SUSCITATO SPERANZA”. «Tra le componenti che hanno fatto vincere Pisapia, c’è stata la capacità di interpretare una speranza, una sua speranza e una sua visione in cui si sono riconosciuti in tanti. Da parte nostra questo è mancato, nascondersi la realtà è il modo migliore per perdere». Così il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha analizzato l’esito del ballottaggio a Milano, parlando in particolare di ciò che è mancato al Pdl. «Come partito – ha argomentato in una conferenza stampa – tutti dobbiamo recuperare la capacità di suscitare la speranza, capacità che abbiamo perso in queste elezioni: la gente chiede alla politica anche una prospettiva in cui riconoscersi». Formigoni ha ricordato che proprio questa capacità di dare «speranze e prospettiva» è ciò che ha fatto «stravincere» Berlusconi nel 1994 e nel 2008.

PISAPIA INCONTRERA’ PALMERI. Manfredi Palmeri ha chiamato questa mattina Giuliano Pisapia per formulargli le proprie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro in relazione alla «grande responsabilità di guidare il Comune di Milano per i prossimi anni». Palmeri, che era in candidato sindaco del Terzo Polo, ha auspicato che «finita la campagna elettorale, possa esserci ora il contributo di tutti gli attori non solo con le, magari diverse, posizioni nel merito del dibattito politico istituzionale sulle principali questioni di interesse generale, ma anche nella determinazione dei metodi da seguire per renderlo più utile possibile alla Città». A proclamazione del Sindaco avvenuta, è previsto per l’inizio della prossima settimana un incontro tra Giuliano Pisapia e Manfredi Palmeri, che non si erano nè parlati nè visti tra il primo e il secondo turno di votazione.

DE MAGISTRIS: “PURTROPPO NON SO NO PIU’ UN PM”. «Purtroppo non sono più un pubblico ministero. Dico purtroppo perchè l’avrei voluto fare per tutta la vita, ma mi è stato impedito. Napoli non ha scelto un ex pm, ha scelto un politico a tutto tondo. Magistrati dentro si è sempre ma Napoli non è forcaiola e giustizialista. Napoli vuole giustizia sociale e legalità. Una legalità seria, una legalità nei diritti non nelle manette facili». Lo dice in un’intervista a ‘Il Messaggero’ il neosindaco di Napoli, Luigi de Magistris. «È accaduto – aggiunge – che è nato un nuovo modo di fare politica che va oltre Berlusconi e oltre i partiti». «Credo molto nel messaggio che unisce Napoli a Milano», sottolinea. «Il mio non è un voto di protesta – continua – non è antipolitica. I napoletani hanno dimostrato cuore e cervello». «La presenza di Di Pietro è fisiologica – prosegue – Tonino fa bene ad essere contento, perché questa è una vittoria anche dell’Idv. Come fanno bene il Pd e la Sel a festeggiare, visto che mi hanno sostenuto dopo il primo turno. Ma io non sono il sindaco dell’Idv e non lo sarò. Sono il sindaco della città, tant’è che rinuncerò alla tessera e a ogni incarico di partito. La mia amministrazione non darà conto a nessuno, se non ai cittadini». Se è sceso in campo per fare il sindaco di Napoli «è perchè è quello che voglio fare davvero, per i prossimi cinque anni e spero anche per altri cinque», ha aggiunto poi durante la sua prima conferenza stampa da sindaco. Nessuna altra ambizione, dunque. «Le mie uniche ambizioni sono queste – spiega – riuscire a mantenere gli impegni, fare il sindaco anche per due mandati perchè in una grande città è utile spesso che sia così. Non voglio vedere andar via i giovani per necessità e voglio consolidare quella connessione sentimentale che abbiamo costruito durante questa campagna elettorale». «Ieri è stato uno dei giorni più belli della mia vita che mi ha ripagato di tante sofferenze – ha aggiunto – vedo aspettative enormi, quasi miracolistiche in questo nuovo sindaco».

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