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TRIPOLI – Secondo quanto diffuso dalla televisione di Stato Al-Jamahiriya, la Nato avrebbe condotto diversi raid su Tripoli e a Al Jafra, città che si trova 600 chilometri a sud della capitale e sede di un’importante base aerea. Attacchi che sarebbero continuati tuttam la notte, anche se al momento non si conoscono con precisione i bersagli colpiti dall’aviazione dell’Alleanza occidentale.

Nel frattempo il presidente sudafricano Jacob Zuma, il quale ha incontrato  Muammar Gheddafi, ha fatto sapere che il Colonnello avrebbe accettato il piano dell’Unione africana (Ua) per mettere fine alla crisi libica, a  cominciare da un cessate il fuoco  bilaterale  che comprenda lo stop dei bombardamenti Nato. Secondo Zuma i ripetuti raid aerei minerebbero la mediazione africana in corso in favore della pace in Libia.
Il presidente sudafricano ha aggiunto di aver avuto una  discussione dettagliata con il rais, che da parte sua ha chiesto di  dare ai libici l’opportunità di discutere tra di loro  per trovare una soluzione alla crisi che scuote il Paese da metà febbraio. Il piano di mediazione dell’Ua, che chiede lo stop dei bombardamenti Nato, prevede un cessate il fuoco e l’instaurazione di un periodo di transizione che conduca ad elezioni democratiche in Libia.

Intanto le forze degli insorti libici che combattono il regime del colonnello Muammar Gheddafi si chiameranno da ora in poi Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). Lo ha annunciato  a Bengasi il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), l’organo politico della ribellione. “Il Consiglio nazionale di transizione ha preso la sua decisione n.67, che denomina ufficialmente le forze armate Esercito di liberazione nazionale (National liberation army) , afferma un comunicato ricevuto dall’Afp.  l Cnt spera – continua il comunicato – che tale nome temporaneo permetterà di meglio esprimere la crescente professionalità (degli insorti) e gli sforzi di disciplina militare per rovesciare il regime di Gheddafi”.

Altra notizia importante riguarda “Libya Al Hurra”, la prima televisione libica a essere creata dopo l’inizio dell’insurrezione contro il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che ha iniziato a trasmettere da Bengasi,  capitale della ribellione. La tv trasmetterà tramite Arabsat, frequenza 10730, per il momento quattro ore la sera a partire dalle 20. Al Hurra è finanziata da uomini d’affari libici e stranieri e si avvale del lavoro di volontari.

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