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CREMONA – Il fatto che ha investito stamane l’opinione pubblica, e ancora in via di sviluppo, riguarda per l’ennesima volta il gioco calcio e le scommesse: sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie B e Lega Pro, ancora in attività e dirigenti di società di Lega Pro, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un’indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo.

Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari.
Per tutti le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive. Tra gli arrestati vi sono anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati a piede libero sarebbero in tutto 28.
Tra loro l’ex capitano della Lazio ed ex attaccante della Nazionale, Beppe Signori, posto ai domiciliari.
Il difensore dell’Ascoli Vittorio Micolucci, il centrocampista della stessa squadra Vincenzo Sommese (finiti ai domiciliari) e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio (che è in carcere).
Nell’ambito dell’inchiesta risulta indagato anche Stefano Bettarini, già condannato dalla giustizia sportiva a 5 mesi di squalifica per aver truccato delle partite nel 2004, e il calciatore dell’Atalanta, Cristiano Doni.

 

Le partitte in esame sono 18:

Cremonese-Spezia del 17 ottobre 2010

Monza-Cremonese del 21 ottobre 2010

Cremonese-Paganese del 14 gennaio 2011

Spal-Cremonese del 16 gennaio 2011

Benevento-Viareggio del 13 febbraio 2011

Livorno-Ascoli del 25 febbraio 2011

Verona-Ravenna del 27 febbraio 2011

Benevento-Cosenza del 28 febbraio 2011

Reggiana-Ravenna del 10 marzo 2011

Ascoli-Atalanta del 12 marzo 2011

Taranto-Benevento del 13 marzo

2011
Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011

Inter-Lecce del 20 marzo 2011

Alessandria-Ravenna del 20 marzo 2011

Benevento-Pisa del 21 marzo 2011

Padova-Atalanta del 26 marzo 2011

Siena-Sassuolo del 27 marzo 2011

Ravenna-Spezia del 27 marzo 2011

 

L’indagine è partita sei mesi fa per un grave evento verificatosi in occasione dell’incontro di calcio disputatosi a Cremona fra Cremonese e Paganese; secondo il capo della mobile di Cremona, Sergio Lo Presti, nel novembre del 2010, cinque giocatori e il massaggiatore della squadra grigiorossa, sarebbero stati intossicati dalla stessa bevanda.
Un loro compagno (il portiere Paoloni) durante l’intervallo avrebbe sciolto il principio attivo Lormetazepam, un sedativo utilizzato per i disturbi di ansia e del sonno, nelle borracce dei compagni per peggiorarne le prestazioni.
Cinque i calciatori “dopati” a loro insaputa: Carlo Gervasoni, Redouanè Zerzouri, Mario Tacchinardi, Riccardo Musetti e Andrea Zanchetta. Uno di questi (Gervasoni) sarebbe poi uscito di strada con la sua auto, altri due avrebbero avuto malori. Stamattina è stato arrestato Marco Paoloni, di 27 anni, Paoloni avrebbe agito così perché “assediato” dai debiti di gioco.

 

Per il dirigente della polizia il fatto sarebbe stato intenzionale: si voleva modificare il risultato della partita.
Le parole del procuratore della Repubblica, Roberto Di Martino, sono eloquenti: “Il quadro è veramente sconfortante, si ha un senso di poca affidabilità dei risultati”. Ecco questo è il punto: il calcio che si sbatte da uno scandalo all’altro è ancora oggi uno sport credibile? I suoi risultati sono affidabili o dobbiamo veramente sospettare che dietro ogni risultato, ogni gesto tecnico possa esserci qualcosa dietro?
Lo so che stiamo parlando in linea di massima di serie C, ma le contaminazioni sulla B e sulla serie A (da Ascoli-Atalanta a Inter Lecce) esistono. Serie A, B e C sono vasi naturalmente comunicanti:  ci sono persone – dirigenti o calciatori stessi – che fanno parte dei tre mondi contemporaneamente, c’è un sottobosco comune.  Atalanta e Siena sono club che fanno la spola con la serie A.

 

Se si scommettono 150 mila euro sul numero di gol di Inter-Lecce, evidentemente vuol dire che è possibile almeno tentare qualcosa  per manipolarne il risultato, entrare in contatto con qualcuno direttamente o indirettamente coinvolto nella partita. Se si arrivano a manovrare cinque partite in un solo week end vuol dire che si ha una capacità delinquenziale a livello industriale.
Lo scandalo scommesse esplode esattamente 24 ore dopo in cui al Tribunale di Napoli si sono chieste condanne pesantissime nei confronti degli imputati di Calciopoli.

 

Se, come afferma il procuratore,  “la cosa andava avanti da anni”, vuol dire che la gang delle scommesse era in azione fin dai tempi dello scandalo precedente, che già a sconvolto il pallone.
Che quanto successo prima – le sentenze clamorose, le squalifiche e le retrocessioni a tavolino, le pesantissime imputazioni penali – non hanno funzionato da deterrente alcuno.
È come lo spray sugli insetti che ti invadono casa: continuano a infilarsi dappertutto. Ci attende un’altra lunghissima estate di processi e sentenze sportive, di campionati sconvolti.
La questione morale si pone come emergenza primaria se si vuole che il calcio conservi ancora un minimo di credibilità.

 

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