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ROMA – E’ stata una Festa della Repubblica prestigiosa quella che si è tenuta oggi nella capitale. Delegazioni provenienti da 80 Paesi, 40 capi di Stato, una tribuna d’onore che ospitava pezzi grossi quali il presidente russo Dmitri Medvedev, il re Juan Carlos di Spagna, il presidente israeliano Shimo Peres, il segretario generale della Lega Araba Amr Moussa, il presidente afghano Hamid Karzai, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il vicepresidente statunitense Joe Biden.

I festeggiamenti sono cominciati con la tradizionale deposizione di una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, all’Altare della Patria. L’evento clou, oltre al sempre spettacolare volo delle Frecce Tricolori, è stato la parata militare ai Fori Imperiali. Per garantire la sicurezza, tiratori scelti sui tetti e 2500 tra militari e agenti. Divieto di sorvolo della città dalle 6 alle 22.

Il presidente della Repubblica, a fine manifestazione, dal Quirinale ha inviato un messaggio al ministro della Difesa Ignazio La Russa, complimentandosi con le forze armate perché contribuiscono a rendere l’Italia un “presidio di pace e stabilità”. “Nell’anno in cui celebriamo il centocinquantesimo dell’unità d’Italia – scrive Napolitano – la speciale caratterizzazione storico-rievocativa conferita all’evento ha presentato, attraverso lo sfilare impeccabile di bandiere, reparti e mezzi d’epoca ed attuali, un’immagine viva e dinamica del nostro Paese, della sua storia passata e recente e del ruolo rilevante che esso svolge nell’ambito della comunità e delle organizzazioni internazionali”.

Dunque ennesima giornata trionfante per capo dello Stato, che sta collezionando, durante queste celebrazioni del 150°, un successo di pubblico dopo l’altro. Anche oggi infatti tanti gli applausi al suo passaggio lungo il percorso della parata. Non è stato così invece per Silvio Berlusconi, che evidentemente sta collezionando ultimamente non esattamente dei successi. Parecchi fischi al suo arrivo all’Altare della Patria. E probabilmente per questa ragione ha preferito seguire la parata in auto, piuttosto che a piedi, come previsto.

 

O forse il vero motivo era l’enorme stanchezza: durante l’esibizioni delle forze armate, seduto sulla tribuna d’onore, tra capi di Stato, reali e autorità varie, il premier è sembrato davvero distrutto. Parecchi minuti ad occhi chiusi. Nemmeno l’avvicinarsi di un paio di hostess sembra averlo destato del tutto. Forse stava riflettendo sulla gaffe da lui compiuta poco prima, quando si è avvicinato al re di Spagna e, nell’atto di parlargli, si è permesso di ‘toccare’ un reale braccio. Pare sia vietato toccare i reali, anche dar loro la mano, a meno che non siano loro a fare la prima mossa. Amministrative, processi, Obama, referendum: in queste ultime settimane, il premier  non ha evidentemente gli astri a favore.

 

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