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VENEZIA – Si sono finalmente accesi i riflettori sulla 54esima Esposizione Internazionale d’arte – Biennale di Venezia.  Il 4 giugno è stato il primo giorno di apertura al pubblico ed è stato anche il giorno della premiazione ufficiale, con la consegna del Leone d’oro all’inquietante, ma sicuramente interessante, Padiglione Tedesco dell’artista Cristoph Schlingensief.

Una maratona di tre giorni di vernissage tra i Giardini e l’Arsenale ha visto catapultarsi giornalisti, curatori, critici e addetti ai lavori provenienti da ogni parte del mondo, in un clima insolito e pacatamente impegnato senza però essere troppo politicizzato. Impegno che è stato possibile constatare visitando i diversi Padiglioni nazionali, che hanno presentato numerose opere di denuncia o a sostegno dei diritti civili. Non solo le testimonianze estetiche a sfondo politico, ma anche performance e manifestazioni estemporanee, hanno dato a questa Biennale un’impronta differente e orientata anche all’impegno sociale. Proprio all’esterno del Padiglione Spagnolo che si presenta con la mostra dal titolo ‘Lo inadecuado’, campeggiano infatti un gruppo di ‘Indignados’ tra i quali non sono presenti solo spagnoli, ma anche italiani, a dimostrazione che il movimento sta diventando transnazionale. Occupano lo spazio pubblico in maniera libera e spontanea alla ricerca di un’azione costruttiva e non violenta; il metodo è quello del consenso e dell’organizzazione orizzontale. “Siamo qui perché il sistema ha perso di vista i nostri problemi reali e non ci sentiamo rappresentati né dai media, né dai nostri partiti e sindacati, né dai nostri governi né dagli organismi internazionali di potere politico ed economico, le cui decisioni non rispettano i dirittti fondamentali delle persone e compromettono  il nostro fututo e quello dell’intero pianeta”. Spiegano inoltre “Vogliamo una Democrazia real ya – una vera democrazia subito”. Hanno individuato alcune questioni fondamentali per le quali battersi, che vanno dalla tutela dei diritti fondamentali, riconosciuti dalla costituzione (casa, sanità, istruzione pubblica e laica) all’abolizione dell’immunità parlamentare, fino alla promozione delle energie rinnovabili e alla riduzione della spesa militare quale presidio assoluto contro ogni guerra.  
Ma gli “Indignados” non sono gli unici ad avere stigmatizzato l’importanza di questi problemi.

Nel Padiglione Americano vengono rievocati i temi della competizione, del nazionalismo e del militarismo e particolarmente esplicita è la contrarietà alla guerra e alle discriminazioni. Il tutto viene sintetizzato e simbolizzato all’esterno del Padiglione stesso dall’opera ‘Track and Field’, un carrarmato capovolto sovrapposto da un tapis roulant funzionante, sul quale corre ad intervalli regolari un atleta della Federazione Statunitense di Atletica Leggera.

Testimonianze contro la guerra sono ovviamente presenti anche nel Padiglione Egiziano dove è stato riprodotto una sorta di testamento spirituale dell’artista Ahmed Basiony morto a soli 32 anni in Piazza Tahir al Cairo, mentre cercava di catturare immagini durante la ribellione contro il regime dittatoriale di Mubarak.
Sempre al tema dell’Indipendenza e della decolonizzazione è dedicata la mostra ‘Entre siempre y Jamas’ del Padiglione dell’IILA (Istituto Italo Latino Americano) incentrata appunto sul Bicentenario dell’Indipendenza dell’America Latina.
Il Padiglione Danese indaga invece sul concetto di libertà di espressione e di parola. La mostra si propone di mettere in evidenza alcune delle caratteristiche intrinseche,  ambiguità  e  zone d’ombra relative al tema, enfatizzando soprattutto il fatto che la libertà di parola non può essere esercitata all’interno di confini delimitati o secondo rigide prescrizioni. Più di un’opera presente nel Padiglione fa riferimento in maniera esplicita alla situazione italiana e al nostro Premier.
‘Acqua Ferita’ é invece il titolo, peraltro attualissimo per l’Italia, della mostra del Padiglione dell’Iraq, dove alcuni artisti pongono l’attenzione su questo elemento fondamentale, bene e denominatore comune per tutti gli esseri viventi. Senza acqua non può esserci vita.
A ricordare questo principio fondamentale in Biennale è una bandiera pro acqua come bene comune, distesa a terra fuori dal Padiglione Svedese. O ancora lo striscione esposto di fronte al palco della premiazione al centro dei Giardini, dove giganteggia la scritta “Si al referendum”, affermazione e promemoria per il referendum del 12 e 13 giugno sull’acqua pubblica e il nucleare.
La Biennale in questo particolare momento storico è anche questo: la presenza di un impegno più vicino al sentito della gente.

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