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Napoli. De Magistris e Caldoro: posizione lontana sulla questione inceneritori

Il neo sindaco di napoli ha incontrato Caldoro per affrontare insieme l’emergenza rifiuti. Il Sindaco afferma che c’è una posizione molto lontana per la questione “inceneritori”

NAPOLI – Sia Caldoro che de Magistris sperano in un dialogo costruttivo. Dopotutto “le emergenze”, come dice il Sindaco arancione, “non si risolvono con un braccio di ferro ma attraverso il dialogo costruttivo”. Un incontro cordiale che però ha evidenziato le idee distanti, troppo distanti tra il presidente della Provincia ed il Sindaco di Napoli.

Ciò che può ravvicinare le due vedute è il dialogo con tutte le realtà politiche e sociali locali in modo da capire qual è la soluzione migliore. Da lunedì 13 Giugno partirà la cooperazione stretta tra Provincia e Regione. “Per adesso ciascuno di noi lavorerà nell’interesse dei cittadini nell’ambito delle proprie competenze politico-istituzionali avvalendosi anche di un dialogo diretto tra i vari assessorati e capi di gabinetto” afferma il Sindaco.

Sebbene i problemi della città di Napoli debbano essere risolti urgentemente sia per il Sindaco de Magistris, sia per il Presidente Caldoro, sono le soluzioni per ovviare a questi problemi che non rendono del tutto semplice la cooperazione. E se entrambi convengono sulla necessità di un incremento della differenziata, le due vedute si separano nettamente sulla questione inceneritori.

Per de Magistris bisogna spendere soldi per aprire impianti di compostaggio e riciclo dei rifiuti, in modo da rendere il la monnezza una ricchezza.

Ma come si può concordare sull’incremento della dfferenziata se poi i rifiuti vengono tutti bruciati? La domanda sorge spontanea ascoltando le parole di Caldoro che dopo aver appoggiato il disegno di incremento della differenziata insiste sulla necessità di costruire l’inceneritore attraverso “un mix giusto di meno discariche, differenziata ed altri due inceneritori”. Ciò fa parte del Programma Regionale secondo il disegno regionale infatti sono due gli inceneritori che devono necessariamente essere aperti e che si sommeranno a quello di Acerra che, per adesso, vede ancora spenta la Linea.

Caldoro però non affronta nemmeno la questione nodale dell’inceneritore di Ponticelli che, secondo il progetto, dovrebbe essere costruito proprio vicino al neo-costruito “Ospedale del Mare” la cui apertura è seriamente compromessa a causa della troppa vicinanza al Vesuvio che rende il quartiere di Ponticelli una “zona rossa”. Sulla questione dell’Ospedale del Mare recentemente è stato detto proprio dall’Italia dei valori che “non doveva essere assolutamente costruito”. Il problema è che nessuno ha fermato i lavori in anticipo.

Resta il problema sociale dell’occupazione e di quei precari che si sentono presi in giro dalla Regione. Erano ancora lì quelli del progetto Bros ed i volontari dei Comitati di Chiaiano. Erano fuori al Palazzo Santa Lucia per protestare e riaffermare la loro presenza, per dimostrare che non hanno dimenticato le promesse non mantenute dalla Regione: “Ci hanno formati e ci hanno gettati come l’immondizia”, grida uno dei disoccupati.

E se sarà difficile anche attraverso un dialogo costruttivo risolvere la questione dei rifiuti e accordarsi sulla “soluzione” degli inceneritori, sicuramente gli unici a non mollare davvero saranno loro: i disoccupati del progetto Bros. Ciò che è più sconvolgente è che nel disegno della Regione resta il paradosso tutto partenopeo di progettare un Ospedale vicino ad un inceneritore. Non sarà che Caldoro crede troppo ad Umberto Veronesi?

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