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Aldrovandi. Corte d’Appello conferma la pena per i 4 agenti

BOLOGNA – La corte d’Appello di Bologna ha confermato la pena sancita in primo grado dal tribunale di Ferrara per la morte di Federico Aldrovandi, il giovane morto dopo un controllo di polizia nel 2005.  Pene confermate dunque per gli agenti delle volanti della Questura di Ferrara, Enzo Pontani, Monica Segatto, Luca Pollastri e Paolo Forlani, già condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi nel luglio del 2009.

Così ha deciso la corte della prima sezione della Corte d’appello di Bologna, presidente Daniela Magagnoli, con i giudici a latere Luca Ghedini e Franca Oliva. Lunedì, nella sua arringa finale, il procuratore generale Miranda Brambace aveva chiesto la conferma di tutte le condanne di primo grado, chiedendo anche che agli agenti non venissero concesse le attenuanti generiche. Tesi ribadita anche dall’avvocato di parte civile, Fabio Anselmo. La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione.

L’accusa per gli agenti è di aver ecceduto nel loro intervento, di non aver raccolto le richieste di aiuto del ragazzo, di aver infierito su di lui in una colluttazione usando i manganelli che poi si sono rotti. E dopo aver ammanettato il giovane a pancia in giù con le mani dietro la schiena, secondo i consulenti, avrebbero causato un’asfissia posturale. Secondo il cardiopatologo dell’Università di Padova, il professor Thiene, il cuore del giovane 18enne avrebbe subito un arresto dopo aver ricevuto un colpo violento. L’omicidio del giovane avvenne la mattina del 25 settembre 2005 in via dell’Ippodromo a Ferrara dove venne fermato da una pattuglia della polizia. Il ragazzo stava tornando a casa dopo aver passato la notte con alcuni amici a Bologna. Secondo la difesa, il ragazzo avrebbe aggredito i poliziotti mostrando evidenti segni di squilibrio e sarebbe morto all’improvviso mentre cercavano di fermarlo a causa dell’assunzione di droga. Secondo l’accusa, invece, venne ucciso da un colpo inferto da uno degli agenti accusati di eccesso colposo in omicidio colposo.

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