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ROMA –  Tensioni e polemiche questa mattina al seggio elettorale in via Giulia, nel centro di Roma. La giornalista Fiammetta Satta, con problemi di disabilità perchè affetta da sclerosi multipla, ha dovuto aspettare circa 40 minuti prima di votare ed è riuscita a farlo solo dopo l’intervento dei carabinieri.

Al liceo classico Virgilio, dove è stato allestito il seggio, manca l’ascensore e la giornalista, accompagnata dal figlio e con le stampelle, non riusciva a raggiungere la sezione ‘1701’, che era al secondo piano. Al piano terra, per fornire la possibilità di voto anche alle persone disabili, è infatti prevista un’urna apposita. Il presidente della sezione si è rifiutato di scendere, interpretando il regolamento secondo cui il gesto era «a sua discrezione». Solo dopo l’intervento dei carabinieri, due scrutatori sono scesi al piano terra per permettere alla giornalista di poter votare. Tra le tante persone che si trovavano al seggio per votare ed hanno espresso solidarietà a Fiammetta Satta, c’erano anche l’attore Carlo Verdone, il presidente di ‘Nessuno Tocchi Cainò, Sergio D’Elia, i politici Giorgio La Malfa, il segretario di radicali Italiani, Mario Staderini e Filippo De Robilant portavoce del vice presidente del Senato, Emma Bonino.

 

A un’altra signora, di 90 anni, che non riusciva a raggiungere il secondo piano, è stato invece chiesto di andare a votare in un’altra struttura. «La signora di 90 anni – racconta Staderini – è stata mandata alla scuola Trento e Trieste a via dei Giubbonari, dove naturalmente non poteva votare. È poi tornata al liceo Virgilio a via Giulia dove nel frattempo lo stesso problema si è posto per l’altra signora con le stampelle. Così insieme a Filippo De Robilant, abbiamo chiesto al presidente del seggio di scendere per far votare le due signore, come avevano fatto altri presidenti questa stessa mattina al Virgilio, per casi simili. Ma si è rifiutato, richiamandosi a un regolamento che poneva a sua discrezione la scelta di farlo o meno. Allora abbiamo chiamato i carabinieri e solo a questo punto è stato possibile votare. Siamo arrivati a questo – commenta Staderini – in Italia per votare ci vogliono i carabinieri». Anche per Fiammetta Satta, «non è possibile che un disabile o un anziano possano esercitare il proprio diritto al voto solo a discrezione del presidente di seggio». Anche in un seggio elettorale in zona Flaminio è stato richiesto l’intervento dei carabinieri perchè un disabile non riusciva a raggiungere la sezione a causa dell’ascensore guasto. Dopo poco tempo, però, l’elevatore è stato riparato per dare la possibilità al disabile di votare.

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