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Gemma Gaetani: Ogni donna ama un fascista

Pubblicata dalla Vallecchi la nuova raccolta della poetessa romana

ROMA – Fiera, aggressiva, volutamente provocatoria, quasi intransigente. Questo potrebbe apparire ad una prima superficiale lettura la nuova opera di Gemma Gaetani. In “Ogni donna ama un fascista”, stampato per i tipi della Vallecchi, troviamo infatti la visione di una poetessa che non vuole fermarsi alla semplice descrizione di sentimenti e moti dell’animo, ma vuole andare più in profondità, cogliendo gli aspetti meno usuali e più reali del vivere quotidiano. Suddiviso in cinque capitoli, “Essere”, “Lavorare”, “Amare”, “Vivere” e “Commiato”, il libro di Gemma Gaetani, il cui titolo deriva da un emblematico verso di Silvia Plath pone il problema del rapporto di una donna con la realtà che la circonda e con le ipocrisie di uomini che assomigliano più ad animali striscianti che a persone dotate di nerbo e di progettualità. Con rara maestria e con una padronanza ineccepibile del verso strutturato attraverso rime classiche e assonanze ardite, la Gaetani martella a suon di endecasillabi e settenari le maschere della società contemporanea e di una certa dimensione maschile fatta di “bamboccioni non cresciuti”, uomini in teoria ma bambini nella pratica, sempre pronti al piagnisteo e allo scatto isterico piuttosto che confrontarsi con la vita vera e i suoi problemi.

 

In poesie come “Donna” o “Agli uomini non veri” la poetessa romana rigetta un’intera categoria di finti uomini, irresponsabili, scontati, prevedibili e insicuri, riaffermando però al contempo il diritto di una donna ad essere Donna con la D maiuscola, con le sue necessità, la sua fisicità, i suoi desideri e anche con quella sua voglia di piacere e di prendersi il piacere che supera il femminismo austero e smascherato dagli eventi e dall’evoluzione della società. Contro le categorie imposte e contro gli schemi mentali che sono trasversali e che appartengono purtroppo sia agli uomini che alle donne, la Gaetani rigetta una visione del mondo che impone etichette e riduce le emozioni a qualcosa di prevedibile, definito: “Tutto si ama a livello temporaneo/forgiando al cielo in eternità./Sostituendo alla Storia le cronache” (Forgiando al cielo in eternità). Occorre superare il “contesto-fiction dell’ufficio”, buttare alle ortiche un mondo fittizio fatto di mobili Ikea, smart-phone, discoteche, palestre e programmi televisivi confezionati, superare la nostra eterna sindrome di peter pan, di smettere di trasferire il nostro egoismo verso oggetti e animali che ci consolino (si pensi al cane o al gatto in casa) e iniziare finalmente a vivere confrontandoci con gli altri e assumendoci le nostre responsabilità. La poesia di Gaetani procede sicura per la sua strada attraverso l’arma del verso ben equilibrato, l’uso sapiente della parola, la frase che penetra la coscienza del lettore e lo obbliga a mettersi in discussione, per giungere ad una poetica nuova, costruita coi i pezzi di una realtà che non ha nulla di romanzesco. Una poesia che è come uno specchio nel quale riflettere e riflettersi e trovare le ragioni dei propri fallimenti e le possibilità di un ipotetico riscatto. La Gaetani va maneggiata con cura e le sue poesie vanno non solo lette ma comprese nella loro più intima, vitale confessione.

Gemma Gaetani è nata a Roma nel 1972. Nel 2005 ha pubblicato il romanzo in versi, prosa e fotografie Colazione al Fiorucci Store (Milano), nel 2010 il pamphlet Elogio del tradimento. Conquista, tradisci, nega!, Vallecchi

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