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Crisi greca. Anche S&P abbassa il rating

ROMA – Anche Standard & Poor’s ha proceduto a tagliare il rating sul debito ellenico. Con il taglio avvenuto ieri il livello attuale di rating per il debito di Atene è ora ‘CCC’.

Tra le motivazioni che hanno maggiormente spinto l’agenzia a questo ulteriore taglio vi è la convinzione che il braccio di ferro che vede contrapporsi Berlino e la BCE sulle possibili soluzioni alla crisi porterebbe ad un ‘default di fatto’, una sorta di bancarotta controllata e gestita dall’alto.

Quanto poi una bancarotta possa essere controllabile resta una scommessa fatta sulla pelle del popolo greco. Su questo punto il governatore della Banca di Francia ed esponente della Bce, Christian Noyer, ha ad esempio sottolineato come l’ipotesi di un riscadenzamento del debito greco per evitare di imporre sacrifici troppo pesanti alla popolazione sia una illusione pericolosa, in una lettera al presidente Sarkozy riportata dall’agenzia Bloomberg Noyer afferma:” ‘Questo tipo di operazioni portano sempre, almeno inizialmente, a una ulteriore perdita di fiducia e a un minore afflusso di capitali facendo aumentare gli sforzi di risanamento necessari’. Per Noyer, inoltre, ‘i termini di ogni eventuale intervento di sostegno pubblico devono essere chiari e non devono creare dubbi sulla futura capacita’ dei Paesi di gestire il proprio debito’.

La Grecia quindi, uno dei soli due paesi europei insieme alla Spagna in cui l’evasione fiscale è maggiore di quella italiana, subisce un ulteriore assalto alla credibilità del debito sovrano il cui rating era già tale da essere considerato ‘junk bond’ (titoli spazzatura) già prima del taglio.
La valutazione attuale ‘CCC’ considera il bilancio di Atene, e di conseguenza i titoli del debito pubblico ellenico, vulnerabili e dipendenti da ‘condizioni economiche favorevoli’ pena il default in qualche forma.
Il rating che illustra la situazione di default conclamato, la temutissima ‘D’ è ora a soli cinque gradini di valutazione, una china che potrebbe essere percorsa anche in tempi brevi secondo l’agenzia americana che ha aggiunto un out look negativo al debito greco e che ha dichiarato ‘’e’ aumentato significativamente il rischio di default nei prossimi 12 mesi, in base ai nostri parametri di pagamento pieno e puntuale’.
Il governo greco si difende accusando a sua volta l’agenzia di ignorare “le azioni intraprese per evitare problemi legati agli obblighi della Grecia e la volonta’ di tutti i greci di progettare il loro futuro all’interno della zona euro” e non prende in considerazione, secondo il ministro greco delle Finanze,  gli sforzi dell’Ue e dell’Fmi per aiutare la Grecia ad uscire dalla crisi.

Sul rischio poi di un disastroso contagio il presidente dell’Ocse Angel Gurria rassicura ma non tanto, secondo lui la crisi sara’ contenuta a Grecia, Portogallo e Irlanda. Ma i mercati continuano a tremare portando anche oggi a livelli record i premi di rendimento e i credit-default swap su Portogallo e Irlanda, e tenendo in stato di preallarme la Spagna, l’Italia e il Belgio. Il tutto a prtire dalle banche non solo greche, che restano ad alto rischio dopo che S&P ha ipotizzato un impatto sul rating di quattro istituti greci.

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