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Pakistan. Arrestati 5 informatori coivolti nel raid del 2 maggio

ROMA – Il New York Times in un rapporto pubblicato oggi mercoledì 15 Giugno denuncia l’arresto di cinque informatori pachistani (per mano dei servizi militari di intelligence pakistani, ISI) che fino allo scorso 2 Maggio avevano aiutato la CIA a braccare, catturare e (a quanto pare) uccidere Osama Bin Laden.

Ignota la sorte degli arrestati che ora si trovano in mezzo ad una vera e propria frattura diplomatica tra Stati Uniti e Pakistan, che tuttavia aveva già dato i suoi segni la settimana scorsa quando Leon Panetta, capo della CIA in corsa per il Pentagono, aveva sollevato la questione in una visita ufficiale ad Islamabad (per via del mancato rinnovo dei visti per 120 istruttori americani in Pakistan).
Il Pakistan non ha per niente digerito il raid statunitense (non concordato) sul loro territorio, con l’obiettivo di ammazzare l’uomo-fantoccio più ricercato al mondo. Ora ha infatti previsto anche una drastica riduzione del numero di militari americani in loco e degli scambi commerciali. Freddura dalle ambasciate coinvolte che preferiscono non sbilanciarsi per preservare la priorità data all’alleanza anti-terrorista o presunta tale.
Tra gli arrestati sembra esserci anche un Ufficiale di alto grado pakistano che aveva il compito di annotare le targhe delle auto che si recavano nell’abitazione di Bin Laden, come anche il proprietario di una abitazione vicina a quella del leader jihadista ad Abottabad, un centinaio di chilometri a nord di Islamabad.

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