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Al Qaeda rinnova la sfida: al-Zawahiri è il successore di Bin Laden

Al Qaeda ha scelto. Il dopo Bin Laden sembra essere iniziato ufficialmente con la successione al comando del medico Egiziano Ayman al Zawahiri già numero 2 dell’organizzazione.
L’annuncio è stato dato dalla tv araba “al Arabiya”.

Una investitura non certo scontata visto che la “reggenza” dell’organizzazione terroristica dopo l’uccisione di Bin Laden era stata presa da Saif al Adel, 50enne ex ufficiale anch’egli Egiziano, indicato dall’Intelligence come responsabile di altri luttuosi attentati . Resta però la percezione che il soggetto ritenuto più pericoloso dagli stessi States sia proprio lo stesso Pediatra egiziano. Le notizie scorrono a tamburo battente; molte di queste tendono a ridimensionare la figura di al-Zawahiri ma la lettura che ne deriva sembra contraddittoria.
Il suo stesso curriculum lo descrive come appartenente ad un “rango” alto del terrorismo portato avanti con la”jihad”. Altrettanto strano è il fatto che ci sia molta conoscenza dei fatti su questa stessa organizzazione; dopo tutto, e non è certo poco, si tratta di un gruppo che per anni incute terrore in tutto il mondo. Propaganda costruita dalla stessa al Qaeda o indirettamente procuratagli per tenere alta l’attenzione sul “Jihad”? 

 

Prendiamo doverosamente atto della notizia divulgata dai maggiori siti Islamici e partita dall’emittente araba al-Arabiya. Resta il fatto che la dinamica attraverso la quale si viene a conoscenza delle decisioni di un’organizzazione terroristica desta perplessità. Gli stessi servizi segreti Francesi sostengono che al Qaeda non esista più dal 2002. Dichiarazioni rilasciate da Allain Chouet, ex capo del controspionaggio Francese, confermano queste perplessità. Conosciamo da tempo alcune sue affermazioni e risulta difficile sorvolare sulle parole di una persona che è stato a Capo del Servizio segreto di un paese Occidentale come la Francia. “Sui circa 400 membri attivi dell’organizzazione che esisteva nel 2001, meno di una cinquantina di seconde scelte (a parte Osama bin Laden e Ayman al-Zawahiri che non hanno alcuna attitudine sul piano operativo) sono riusciti a scampare e a scomparire in zone remote, vivendo in condizioni precarie, e disponendo di mezzi di comunicazione rustici o incerti”. Più volte Chouchet non ha esitato ad attaccare i media accusandoli di mancanza di eticità professionale affermando che “non è con tale dispositivo che si può animare una rete coordinata di violenza politica su scala planetaria”.
Ovviamente neppure questo cambia il fatto che al-Zawahiri sia oggi la mente più fervida di al Qaeda, ma pone interrogativi sulla forza e sul ruolo della stessa organizzazione. In fin dei conti parliamo di “qualcosa” che non è estraneo agli eventi bellici che sembrano non finire mai in Medio Oriente. Una guerra senza fine agli Stati Uniti è già costata circa 2 mila miliardi di dollari.

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